A Campione del Garda, frazione di Tremosine unica sul lago, si riapre il dibattito sulla gestione del territorio. Una parte significativa del borgo si trova infatti in una condizione particolare: strade, marciapiedi, parcheggi e aree verdi risultano di proprietà privata, ma vengono utilizzati e mantenuti dal Comune attraverso un contratto di comodato gratuito definito “precario”.
La situazione deriva dal lungo e complesso percorso urbanistico e immobiliare che negli anni avrebbe dovuto trasformare Campione in un polo turistico di alto livello. Tuttavia, dopo la liquidazione di Coopsette e il fallimento della società Campione del Garda Spa, il progetto di rilancio si è progressivamente arenato, lasciando il paese in una condizione di incompiutezza strutturale.
Il nuovo accordo è stato siglato tra il Comune di Tremosine e la società Smp Real Estate srl di Bergamo, attuale proprietaria di parte delle aree del borgo. Il contratto prevede che l’amministrazione comunale si occupi interamente della manutenzione ordinaria del sistema stradale e delle aree verdi, oltre alla pulizia degli spazi pubblici inclusi nel perimetro del comodato.
Si tratta però di un’intesa senza scadenza definita. Il comodato è infatti “precario”, il che significa che la proprietà può revocarlo in qualsiasi momento, lasciando il Comune senza garanzie sulla continuità della gestione degli spazi pubblici.
Questa condizione rende particolarmente delicata la gestione amministrativa del borgo, dove la distinzione tra aree pubbliche e private è spesso sfumata. Il Comune, pur non essendo proprietario, si fa carico dei costi di manutenzione per garantire la fruibilità degli spazi da parte della collettività.
La frazione di Campione, abitata stabilmente da circa 120 residenti ma molto frequentata nei mesi estivi da sportivi e appassionati di vela, windsurf e kitesurf, continua a presentare un assetto urbano frammentato. La presenza di infrastrutture incomplete, transenne e aree non pienamente riqualificate contribuisce a restituire l’immagine di un paese ancora sospeso tra progetto turistico e realtà quotidiana.
Nelle aree più periferiche, soprattutto nella zona sud del torrente San Michele, restano visibili i segni dei cantieri e delle opere mai completate. In questo contesto resistono alcune attività storiche, come il cantiere nautico Paghera e il locale Vela Club, che tuttavia operano con difficoltà anche per l’assenza di spazi adeguati.
Più vitale appare invece la zona settentrionale della frazione, dove si concentrano le abitazioni ex operaie, la spiaggia e le strutture dell’area Univela, che rappresentano oggi il principale polo di attività del borgo.
Il quadro generale evidenzia una situazione urbanistica ancora irrisolta, in cui la gestione delle aree pubbliche si intreccia con proprietà private e accordi temporanei, lasciando aperti interrogativi sulla futura evoluzione del territorio.
Nel frattempo, il Comune continua a garantire servizi essenziali per evitare il degrado degli spazi, pur in un contesto amministrativo complesso e privo di certezze strutturali a lungo termine.
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