Il tram di Brescia verso la guida autonoma, tecnologia AI pronta per il futuro della mobilità

Dai cantieri imminenti alle innovazioni sviluppate da Hitachi: il sistema della nuova tranvia bresciana integra intelligenza artificiale, sensori avanzati e trazione a batterie.

Tram Pendolina Brescia

Il futuro della mobilità urbana a Brescia passa attraverso il tram e, soprattutto, attraverso le tecnologie di ultima generazione che ne accompagneranno l’entrata in servizio. A un mese dall’avvio dei cantieri tra la Fiera e via Orzinuovi, il progetto della prima linea tranviaria cittadina entra in una fase decisiva che guarda già oltre la realizzazione infrastrutturale.

Nei giorni scorsi una delegazione dell’amministrazione comunale e di Brescia Mobilità ha visitato lo stabilimento Hitachi di Pistoia, dove si stanno sviluppando i convogli destinati alla città. Qui, tra le linee di produzione dei treni ad alta velocità come i Frecciarossa 1000, prende forma anche la tecnologia che equipaggerà i nuovi tram bresciani.

Secondo quanto illustrato dai tecnici della multinazionale giapponese, il sistema previsto per la tranvia di Brescia rappresenta uno dei progetti più avanzati attualmente in sviluppo a livello internazionale. L’integrazione tra trazione a batterie e sistemi intelligenti di gestione del traffico rende il modello bresciano un unicum nel panorama europeo.

Una delle principali innovazioni riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale applicata alla guida e alla sicurezza. I convogli saranno dotati di sensori, radar e sistemi stereoscopici in grado di monitorare in tempo reale l’ambiente circostante e di elaborare scenari predittivi su eventuali situazioni di rischio.

Il sistema non si limiterà a registrare ciò che accade, ma sarà in grado di anticipare potenziali movimenti di pedoni, biciclette o veicoli nelle immediate vicinanze del tram. Si tratta di una tecnologia definita “predittiva”, capace di simulare l’evoluzione del traffico nei secondi successivi per aumentare i livelli di sicurezza.

Un ulteriore elemento innovativo riguarda la gestione autonoma dei dati. Tutte le informazioni raccolte dai sensori verranno elaborate direttamente a bordo del mezzo, senza necessità di infrastrutture esterne o di collegamento continuo con una centrale operativa. Questo consente una risposta immediata ai potenziali rischi e una maggiore autonomia del sistema.

Nel lungo periodo, la piattaforma tecnologica sviluppata da Hitachi è pensata anche per un’evoluzione verso la guida autonoma completa. L’obiettivo è arrivare a convogli in grado di operare senza intervento umano diretto, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni normative.

Durante la visita allo stabilimento, i rappresentanti bresciani hanno potuto osservare anche l’esperienza della tranvia di Firenze, utilizzata come modello sperimentale per alcune delle soluzioni che saranno adottate in futuro a Brescia. Il confronto ha evidenziato come il progetto bresciano si collochi già su un livello tecnologico successivo rispetto agli attuali sistemi in esercizio.

Il direttore di Brescia Mobilità ha sottolineato come il sistema sia stato progettato non solo come mezzo di trasporto, ma come elemento integrato di una più ampia rete di mobilità urbana. In questa visione rientrano anche semafori intelligenti, gestione dei parcheggi, Ztl e interconnessioni con ferrovia e metropolitana.

La logica è quella di un ecosistema della mobilità completamente coordinato, in cui il tram diventa uno degli strumenti centrali della pianificazione urbana. L’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale consente infatti di ottimizzare i flussi di traffico e migliorare l’efficienza complessiva del sistema cittadino.

Il primo tratto della linea, che collegherà Fiera e Pendolina, è previsto in servizio entro il 2030. Nel frattempo, la fase di cantierizzazione rappresenta l’avvio concreto di un progetto destinato a modificare profondamente la mobilità urbana della città.

La tecnologia presentata da Hitachi viene descritta come già pronta dal punto di vista tecnico, in attesa dell’evoluzione normativa sulla guida autonoma. Sui nuovi convogli, infatti, non sarà necessario alcun adeguamento strutturale per attivare sistemi completamente automatizzati in futuro.

L’innovazione si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione della mobilità urbana, in cui sicurezza, sostenibilità e digitalizzazione diventano elementi centrali. Il progetto del tram di Brescia si configura così come un banco di prova per le tecnologie che potrebbero caratterizzare il trasporto pubblico dei prossimi decenni.

Redazione

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