A Provaglio d’Iseo si riaccende il dibattito sul futuro della scuola elementare “Gianni Rodari”. Il progetto di trasferimento degli alunni nel plesso di Provezze, con conseguente demolizione dell’edificio attuale, continua a incontrare una forte opposizione da parte di una parte della comunità locale.
Il Comitato dei genitori e dei cittadini contrari all’operazione ha diffuso i risultati di quella che definisce una “consultazione certificata”, secondo cui il 79% dei nuclei familiari degli studenti si è espresso contro la demolizione e il trasferimento, mentre il restante 21% non ha partecipato al voto. Un dato che, secondo i promotori, rappresenterebbe un segnale chiaro del dissenso diffuso sul territorio.
La vicenda ruota attorno a una scelta amministrativa che prevede lo spostamento di circa 150 alunni dalla sede attuale verso il plesso di Provezze, distante circa tre chilometri. L’intervento includerebbe anche la dismissione e la demolizione dell’edificio scolastico oggi in uso.
Secondo il Comune, guidato dal sindaco Vincenzo Simonini, l’operazione risponde a esigenze legate alla sicurezza strutturale dell’immobile e alla sostenibilità economica del sistema scolastico, anche alla luce del calo demografico che interessa il territorio. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di razionalizzare le risorse e garantire standard più elevati di sicurezza e funzionalità.
Di tutt’altro avviso il Comitato, che contesta nel merito l’intero progetto. Tra le principali criticità evidenziate figurano preoccupazioni di natura tecnica, economica e logistica, oltre alla richiesta di mantenere operativo l’attuale plesso attraverso interventi di manutenzione e adeguamento sismico.
I genitori sottolineano come l’edificio sia tuttora utilizzato per le attività didattiche e in possesso dei requisiti di agibilità. Secondo la loro posizione, la scelta di procedere con la demolizione comporterebbe non solo la perdita di un presidio scolastico centrale per la comunità, ma anche un progressivo impoverimento del centro storico.
Un altro punto centrale della contestazione riguarda la gestione delle informazioni tecniche. Il Comitato denuncia la mancanza di trasparenza su perizie e relazioni relative alla vulnerabilità sismica dell’edificio, chiedendo che tali documenti vengano resi pubblici per consentire una valutazione condivisa della situazione.
Tra le richieste avanzate figura anche la pubblicazione dei dati economici del progetto, inclusi eventuali contributi pubblici, risorse già accantonate a bilancio e l’eventuale ricorso a mutui per finanziare l’intervento. Secondo i promotori della protesta, tali elementi sarebbero fondamentali per comprendere l’impatto reale dell’operazione sulle finanze comunali.
Il Comitato solleva inoltre dubbi sull’efficienza complessiva della scelta amministrativa, evidenziando come il trasferimento degli alunni comporterebbe costi aggiuntivi legati al trasporto scolastico. In questo senso, viene criticata l’ipotesi di destinare risorse pubbliche alla gratuità dei bus per gli studenti trasferiti, anziché investire nella riqualificazione della scuola esistente.
La questione si inserisce così in un confronto sempre più acceso tra amministrazione comunale e una parte della cittadinanza, con posizioni distanti sia sulla valutazione tecnica dell’edificio sia sulle prospettive future della rete scolastica locale.
Nel frattempo, il progetto resta formalmente confermato, ma la mobilitazione del comitato continua a mantenere alta l’attenzione pubblica, chiedendo ulteriori approfondimenti e un confronto trasparente sui dati tecnici ed economici alla base della decisione.
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