Un’iniziativa che unisce sanità pubblica e volontariato sta rafforzando il percorso di cura delle pazienti oncologiche negli ospedali di Manerbio e Desenzano. Al centro del progetto c’è una rete di collaborazione tra ASST Garda e l’associazione “Paolo il pro Degiacomi”, realtà della Bassa bresciana guidata dal presidente Bruno Sudati e attiva nel sostegno alle persone colpite da malattie oncologiche.
Il cuore dell’intervento è il cosiddetto “progetto parrucche”, pensato per le donne sottoposte a chemioterapia o radioterapia e alle prese con uno degli effetti collaterali più visibili e psicologicamente impattanti della terapia: la perdita dei capelli. Un cambiamento che, secondo gli operatori sanitari, incide profondamente sull’immagine di sé e sulla vita relazionale delle pazienti.
L’iniziativa si sviluppa grazie anche alla collaborazione con l’associazione monzese “Cancro primo aiuto”, che ha già fornito nel tempo decine di migliaia di parrucche a pazienti oncologiche. L’obiettivo non è solo estetico, ma di sostegno psicologico e sociale, per accompagnare le pazienti in un percorso di cura più completo e umano.
Durante la presentazione del progetto a Manerbio è stato evidenziato come la parrucca possa rappresentare un vero e proprio supporto terapeutico integrativo. Secondo la dottoressa Anna Rizzi, responsabile dell’Oncologia, la perdita dei capelli è infatti uno degli aspetti più difficili da affrontare per le pazienti, spesso percepito come un segno immediato e visibile della malattia.
Anche la direzione sanitaria sottolinea il valore dell’iniziativa, definendo la parrucca non solo un elemento estetico ma uno strumento che contribuisce al benessere complessivo della persona. Ritrovare un’immagine più vicina a quella precedente alla malattia può facilitare i rapporti sociali e sostenere la continuità del percorso terapeutico.
Un ruolo centrale è svolto dall’associazione “Paolo il pro”, che ha deciso di ampliare il progetto mettendo a disposizione un team di parrucchieri volontari del territorio. Ogni lunedì mattina, professionisti del settore si recano negli ospedali di Manerbio e Desenzano per affiancare le pazienti nella scelta e nella gestione della parrucca.
Il gruppo è composto da diversi operatori, tra cui Anna e Claudia Sudati, Titta Facchini, Cristina Materozzi, Andrea e Melissa Masina, che lavorano in collaborazione con il personale infermieristico. Il loro intervento non si limita all’aspetto estetico, ma include un accompagnamento umano e relazionale che aiuta le pazienti ad affrontare una fase delicata della cura.
Accanto al progetto principale, l’associazione ha avviato anche ulteriori iniziative di supporto ai pazienti oncologici. In particolare, nel presidio di Manerbio è stato attivato un percorso dedicato alla nutrizione, con il coinvolgimento di un biologo nutrizionista integrato con il servizio dietistico ospedaliero. L’obiettivo è offrire ai pazienti indicazioni più consapevoli sull’alimentazione durante le terapie, contribuendo al miglioramento della qualità della vita.
Un ulteriore intervento riguarda il potenziamento delle dotazioni tecnologiche del reparto di anatomia patologica, grazie all’acquisto di due microscopi di ultima generazione del valore complessivo di circa 30mila euro. Un investimento reso possibile anche grazie al contributo della famiglia di Laura Spinelli e alla collaborazione con l’associazione.
Il progetto complessivo si inserisce in una visione più ampia di umanizzazione delle cure oncologiche, in cui il sostegno psicologico, estetico e sociale diventa parte integrante del percorso terapeutico. L’idea alla base è che la cura non riguardi solo la malattia, ma anche la persona nella sua interezza, con i suoi bisogni emotivi e relazionali.
L’esperienza degli ospedali di Manerbio e Desenzano rappresenta così un esempio di collaborazione tra istituzioni sanitarie e mondo del volontariato, con l’obiettivo di rendere il percorso oncologico meno traumatico e più attento alla dignità delle pazienti.
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