Proseguono le corse di prova sulla nuova linea AV/AC Brescia Est-Verona, dove i test ferroviari stanno entrando in una fase sempre più avanzata. Lungo il tracciato di circa 48 chilometri, che collega il bivio di Mazzano al bivio di Lugagnano nel territorio di Sona, i primi convogli hanno iniziato a verificare il comportamento dell’infrastruttura in condizioni reali.
In questa fase iniziale vengono utilizzati principalmente elettrotreni regionali ETR 521, prodotti da Hitachi Rail e impiegati normalmente per il servizio passeggeri locale. Questi convogli possono raggiungere una velocità massima di 160 km/h e rappresentano il primo livello di verifica operativa della linea.
Nel corso delle prossime settimane, il programma di collaudo prevede un progressivo ampliamento del tipo di materiale rotabile impiegato. Oltre ai treni regionali entreranno in funzione anche convogli commerciali più avanzati e mezzi diagnostici specializzati, fino all’arrivo dei Frecciarossa e dei treni ad alta velocità.
L’obiettivo dei test è raggiungere gradualmente la velocità massima di progetto della nuova infrastruttura, fissata a 250 km/h. Si tratta di un valore inferiore rispetto ad altre linee AV italiane, come la Milano-Bologna o la Roma-Napoli, dove si raggiungono i 300 km/h, ma coerente con le caratteristiche progettuali della tratta Brescia-Verona.
La scelta della velocità e del sistema infrastrutturale è legata anche alle caratteristiche tecniche della linea. In particolare, è stato modificato in fase progettuale il sistema di alimentazione elettrica, passato da 25 kV in corrente alternata a 3 kV in corrente continua. Una decisione che ha influenzato le prestazioni potenziali, privilegiando la flessibilità operativa rispetto alla massima velocità assoluta.
Secondo quanto riportato nelle valutazioni tecniche, questa impostazione consente una maggiore integrazione con la rete ferroviaria esistente, storicamente alimentata a 3 kV. Il vantaggio principale riguarda la possibilità di utilizzare in modo più flessibile i binari e migliorare la gestione del traffico ferroviario, in particolare per i servizi regionali e pendolari.
La linea Treviglio-Brescia, già attiva dal 2016, utilizza invece il sistema 2×25 kV in corrente alternata, più adatto alle alte velocità pure. La differenza tra le due infrastrutture rappresenta uno degli elementi tecnici centrali nel dibattito sulla progettazione della nuova tratta.
Nel frattempo, i test proseguono anche alla presenza dei vertici del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con verifiche periodiche sull’avanzamento delle attività. Le corse prova rappresentano una fase decisiva per certificare la sicurezza e l’efficienza della linea prima dell’apertura al servizio commerciale.
Le prossime settimane saranno dedicate all’aumento progressivo delle velocità e alla verifica del comportamento dei sistemi di segnalamento e trazione, fino al raggiungimento delle condizioni operative definitive.
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