Treni a idrogeno in Valcamonica, completati gli impianti di Iseo ed Edolo

FerrovieNord chiude i lavori per la produzione e distribuzione di idrogeno: attivazione prevista all’inizio del 2027 sulla linea Brescia-Iseo-Edolo

Sono stati completati gli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno di Iseo ed Edolo, passaggio decisivo per l’avvio del progetto ferroviario H2iseO. L’intervento, realizzato da FerrovieNord (gruppo FNM), rientra nel più ampio piano di trasformazione della linea Brescia-Iseo-Edolo, destinata a diventare la prima tratta italiana alimentata da treni a idrogeno.

Il completamento delle opere entro la scadenza del 30 giugno consente al progetto di accedere ai finanziamenti previsti nell’ambito del Pnrr e delle risorse regionali. L’investimento complessivo per i due impianti e per il sistema di rifornimento di Rovato è pari a 362,4 milioni di euro, di cui 97,2 milioni coperti da fondi Pnrr.

Un ulteriore passaggio chiave è arrivato il 19 giugno, quando Ansfisa ha rilasciato l’autorizzazione alla messa in servizio (Amis) per la circolazione dei convogli a idrogeno lungo la linea ferroviaria. Questo via libera apre la fase di test operativi e prove dinamiche, propedeutiche all’entrata in esercizio dei nuovi treni.

Secondo il cronoprogramma, la messa in servizio commerciale è prevista per l’inizio del 2027, al termine delle attività di collaudo e delle corse sperimentali che simuleranno diverse condizioni di utilizzo lungo la tratta.

Impianto di Iseo: produzione da biometano e recupero della CO₂

Il sito di Iseo, realizzato vicino al deposito Trenord, sarà uno dei centri strategici della filiera. L’impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano con recupero della CO₂ generata nel processo, con una capacità nominale di circa 1.150 chilogrammi al giorno, pari a circa 420 tonnellate annue.

La struttura includerà sistemi di stoccaggio fino a 1.450 chilogrammi di idrogeno e due erogatori in grado di rifornire simultaneamente due treni su binari differenti. L’obiettivo è garantire continuità operativa e rapidità nelle fasi di rifornimento del materiale rotabile.

Edolo punta sull’elettrolisi da fonti rinnovabili

Diverso il modello produttivo dell’impianto di Edolo, costruito su aree industriali dismesse e terreni in concessione. Qui l’idrogeno sarà prodotto tramite elettrolisi alimentata da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, con una capacità giornaliera di circa 1.644 chilogrammi, pari a 600 tonnellate annue.

Anche in questo caso è prevista una capacità di stoccaggio significativa, pari a 2.489 chilogrammi, e la presenza di due sistemi di distribuzione per il rifornimento dei convogli nel rispetto delle normative di sicurezza più recenti.

Il progetto H2iseO e la nuova filiera dell’idrogeno

Il programma H2iseO punta a realizzare in Valcamonica una hydrogen valley applicata al trasporto ferroviario, con la creazione di un ecosistema integrato per produzione, stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno.

Il piano prevede la sostituzione progressiva dell’intera flotta diesel attualmente in servizio con 14 nuovi treni a idrogeno, oltre alla realizzazione di tre impianti produttivi (Iseo, Edolo e Brescia), quattro punti di rifornimento e un nuovo centro di manutenzione a Rovato.

L’obiettivo dichiarato è la decarbonizzazione della linea ferroviaria senza ricorrere all’elettrificazione tradizionale, riducendo così l’impatto infrastrutturale sul territorio e preservando le caratteristiche della linea esistente.

Investimenti e strategia regionale

Il progetto si inserisce nella più ampia strategia di Regione Lombardia per la mobilità sostenibile. Secondo l’assessora alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi, H2iseO rappresenta un modello innovativo che integra tutela ambientale, sviluppo tecnologico e valorizzazione economica dei territori locali.

Le risorse complessive destinate alla linea Brescia-Iseo-Edolo e agli interventi collegati superano i 400 milioni di euro, includendo anche il rinnovo dell’armamento ferroviario, l’adeguamento dei sistemi di segnalamento e interventi di messa in sicurezza idrogeologica.

L’assessore Franco Lucente ha sottolineato come il progetto rappresenti un esempio di neutralità tecnologica applicata al trasporto pubblico, evidenziando il ruolo dell’idrogeno come una delle possibili soluzioni per la mobilità sostenibile nei contesti dove l’elettrificazione risulta complessa o invasiva.

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