Si accende la polemica a Brescia sulla gestione delle colonie feline, con l’Enpa che accusa il Comune di non aver mai risposto alle numerose richieste inviate nel corso dell’ultimo anno per aprire un confronto istituzionale sul tema.
L’associazione animalista parla di un silenzio prolungato da parte dell’amministrazione comunale, nonostante le ripetute comunicazioni inviate tramite Pec ed e-mail. Al centro della richiesta vi sarebbe la necessità di attivare un tavolo di lavoro condiviso tra Comune, Ats, associazioni e realtà del territorio per affrontare in modo strutturato la gestione dei gatti liberi presenti in città.
Secondo l’Enpa, l’obiettivo non è quello di attribuire responsabilità, ma di costruire un percorso operativo comune in grado di rispondere a una situazione definita complessa e in continua evoluzione, anche a causa delle trasformazioni urbanistiche e delle criticità legate alla gestione delle colonie esistenti.
Tra le proposte avanzate dall’associazione figura anche la creazione di una oasi felina cittadina, pensata come spazio dedicato ad accogliere animali provenienti da situazioni di emergenza, accumulo o necessità di trasferimento. Un progetto che, secondo i volontari, potrebbe contribuire a una gestione più ordinata e rispettosa del benessere animale.
L’Enpa richiama inoltre il quadro normativo vigente, sottolineando come le colonie feline siano tutelate dalla legge nazionale e regionale, che ne riconosce il valore e disciplina la gestione da parte degli enti locali. In questo contesto, viene ribadito il ruolo centrale dei Comuni nella tutela e nel controllo delle popolazioni feline libere.
A pesare sul confronto è soprattutto la mancata risposta alle richieste inviate nel tempo. L’associazione sostiene di non aver ricevuto alcun riscontro formale, nemmeno una conferma di ricezione delle comunicazioni, nonostante l’invio ripetuto di Pec ed e-mail indirizzate agli uffici competenti.
Tra le ultime comunicazioni, inviata lo scorso 4 giugno, l’Enpa ribadiva la necessità di affrontare il tema in maniera strutturata, evidenziando il ruolo dei volontari nella gestione quotidiana delle colonie e le difficoltà legate alla mancanza di coordinamento istituzionale. Nel messaggio si sottolineava inoltre l’urgenza di una risposta, anche negativa, pur di avviare un confronto chiaro tra le parti.
La situazione, secondo l’associazione, rischia di peggiorare in assenza di un intervento organico, lasciando il peso della gestione quasi esclusivamente ai volontari e alle associazioni presenti sul territorio.
Al momento, però, non risulta alcuna presa di posizione ufficiale da parte del Comune di Brescia rispetto alle accuse formulate dall’Enpa.
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