Un uomo sarebbe stato sequestrato, minacciato e aggredito per diverse ore in un’area boschiva di Sarezzo, vicino alla pista ciclopedonale. Per il grave episodio i carabinieri della Compagnia di Gardone Val Trompia hanno eseguito due provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti cittadini stranieri, ritenuti coinvolti nell’aggressione.
L’operazione è scattata nella mattinata di lunedì 6 luglio, con il supporto del Nucleo cinofili di Orio al Serio, in provincia di Bergamo. I destinatari dei provvedimenti sono un 22enne di origine algerina e un 28enne marocchino, entrambi accusati di essere coinvolti nei fatti al centro dell’inchiesta.
L’indagine era iniziata dopo la denuncia presentata da un cittadino italiano in seguito a un episodio avvenuto sabato 27 giugno. Secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, l’uomo sarebbe stato attirato in una zona isolata nei pressi della ciclopedonale di Sarezzo da alcune persone legate, secondo gli accertamenti iniziali, al traffico di sostanze stupefacenti.
Una volta raggiunta l’area boschiva, la vittima sarebbe stata bloccata, minacciata con un coltello e colpita ripetutamente con calci e pugni. Gli aggressori, secondo quanto denunciato, l’avrebbero poi immobilizzata e trattenuta contro la propria volontà per alcune ore.
Dopo il lungo episodio di violenza, l’uomo sarebbe riuscito a liberarsi e ad allontanarsi dalla zona, riuscendo successivamente a contattare il Numero unico di emergenza 112 per chiedere l’intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine.
Le indagini dei carabinieri sono state avviate immediatamente sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Attraverso gli accertamenti svolti nelle ore successive alla denuncia, i militari sarebbero riusciti a identificare i presunti responsabili dell’aggressione e a raccogliere elementi utili per procedere con i provvedimenti restrittivi.
I due giovani fermati sono stati trasferiti in carcere in attesa degli ulteriori sviluppi dell’indagine. Gli accertamenti proseguiranno per chiarire ogni dettaglio della vicenda e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, compreso il ruolo attribuito a ciascuno degli indagati.
L’episodio ha acceso l’attenzione sulla presenza di attività di spaccio nelle aree boschive della zona, anche se saranno gli sviluppi giudiziari a stabilire le eventuali responsabilità personali dei soggetti coinvolti. Come previsto dalla legge, gli indagati restano presunti innocenti fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.
L’intervento dei carabinieri della Compagnia di Gardone Val Trompia, supportati dalle unità specializzate, ha consentito di arrivare ai primi provvedimenti cautelari a pochi giorni dalla denuncia della vittima, dando seguito agli accertamenti avviati dopo la richiesta di aiuto.
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