Incendio Lonato, Arpa rileva aumento delle diossine nell’aria

Le analisi sui primi campioni raccolti dopo il rogo alla Valli Spa evidenziano valori alterati compatibili con la combustione di materiale plastico. L'Agenzia precisa che non si tratta di un limite sanitario.

Restano sotto osservazione le conseguenze ambientali del maxi incendio che domenica 12 luglio ha interessato un capannone della Valli Spa a Castel Venzago di Lonato, azienda specializzata nel trattamento dei rifiuti. L’Arpa Lombardia ha diffuso i risultati delle prime analisi effettuate sulla qualità dell’aria dopo il rogo, evidenziando una significativa alterazione dei livelli di diossine e furani nei campioni raccolti.

I tecnici del dipartimento Arpa di Brescia hanno installato un campionatore ad alto volume nell’area interessata dall’incendio, con l’obiettivo di monitorare la presenza di eventuali sostanze generate dalla combustione del materiale plastico stoccato all’interno del capannone.

Le rilevazioni sono state effettuate attraverso campioni di aria raccolti utilizzando un sistema composto da filtro e schiuma poliuretanica in due differenti periodi: il primo dalle 18.35 del 12 luglio alle 8.17 del 13 luglio, mentre il secondo dalle 9.30 del 13 luglio alle 9.03 del 14 luglio.

Dai primi risultati emerge che, per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici, entrambi i campioni hanno mostrato valori di benzo(a)pirene inferiori al limite di quantificazione previsto dal metodo analitico.

Diversa invece la situazione relativa a diossine e furani, per i quali sono state registrate concentrazioni superiori ai livelli normalmente osservati nell’aria ambiente. Nel primo campione il valore rilevato è stato pari a 4,15 picogrammi per metro cubo equivalenti, mentre nel secondo campione la concentrazione è salita a 15,31 picogrammi per metro cubo equivalenti.

Secondo Arpa, questi dati rappresentano una alterazione significativa rispetto ai valori ordinariamente riscontrabili, e risultano superiori alla concentrazione di 0,3 picogrammi per metro cubo indicata dalla letteratura scientifica come livello associato alla possibile presenza di una sorgente emissiva locale da analizzare e controllare.

L’Agenzia ha tuttavia precisato alcuni aspetti fondamentali sull’interpretazione dei risultati. Il valore di riferimento utilizzato non rappresenta un limite normativo sulla qualità dell’aria né una soglia sanitaria direttamente applicabile per valutare l’esposizione della popolazione.

I dati raccolti devono quindi essere considerati come un elemento tecnico utile alle autorità per approfondire la situazione ambientale. Secondo Arpa, i valori riscontrati sono compatibili con le emissioni generate dall’incendio e dalla combustione dei rifiuti plastici coinvolti nel rogo, ma non consentono al momento di stabilire con precisione l’area interessata dalle eventuali ricadute.

Le informazioni ottenute dai monitoraggi saranno ora messe a disposizione delle istituzioni competenti, che potranno utilizzarle per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti necessari. Proseguono intanto le attività di controllo e bonifica dopo il vasto incendio che ha impegnato per giorni le squadre dei Vigili del fuoco.

Redazione

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Guido Bonetti
1 mese fa

Ma i prodotti degli orti di Montichiari, Carpenedolo, Castiglione etc. si possono consumare?
È questo che la gente vuole sapere !

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