Brescia: arriva la richiesta di chiudere le porte dei negozi climatizzati

Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia chiedono al Comune un’ordinanza per limitare la dispersione termica durante l’emergenza caldo

L’ondata di calore che sta interessando Brescia riaccende il dibattito sui consumi energetici e sulle strategie per contenere il surriscaldamento urbano. Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia hanno chiesto alle autorità cittadine di introdurre l’obbligo di tenere chiuse le porte degli esercizi commerciali e degli edifici aperti al pubblico quando gli impianti di climatizzazione sono in funzione.

La proposta, sottoscritta dagli esponenti delle due associazioni Stefania Baiguera, Maurizio Bresciani e Cesare Giovanardi, punta a ridurre lo spreco di energia legato alla continua apertura degli ingressi nei locali climatizzati. Secondo i promotori, una misura analoga sarebbe già stata adottata in altre città italiane, tra cui Trento e Modena.

La richiesta al Comune durante l’ondata di caldo

Le associazioni ambientaliste hanno formalizzato la richiesta alla Loggia proprio mentre Brescia sta affrontando una nuova fase di temperature elevate. L’obiettivo è ottenere un provvedimento che coinvolga negozi, locali di somministrazione di alimenti e bevande e altri edifici aperti al pubblico dotati di climatizzazione.

Il principio alla base della proposta è semplice: mantenere porte e varchi aperti mentre l’aria condizionata è attiva comporta una maggiore dispersione dell’aria fresca e, di conseguenza, richiede agli impianti uno sforzo superiore per mantenere la temperatura interna.

Per Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia, questo meccanismo avrebbe ripercussioni non soltanto sui consumi dei singoli esercizi, ma anche sul sistema energetico cittadino durante i periodi di maggiore domanda.

La dispersione termica può infatti tradursi in un aumento dei consumi elettrici e in una maggiore produzione di emissioni legate alla climatizzazione. Le associazioni collegano inoltre il funzionamento degli impianti al fenomeno dell’isola di calore urbana, evidenziando come il calore prodotto e disperso all’esterno possa contribuire a peggiorare le condizioni del microclima cittadino.

Temperature interne, la raccomandazione sullo scarto termico

Nella loro richiesta, le organizzazioni richiamano anche le indicazioni sanitarie relative alla differenza tra temperatura esterna e interna. Lo scarto consigliato nelle giornate più calde dovrebbe rimanere nell’ordine di 5-7 gradi, così da limitare gli effetti degli sbalzi termici sulla salute delle persone.

Il tema assume particolare rilevanza durante le ondate di calore prolungate, quando la permanenza frequente tra ambienti fortemente climatizzati e spazi esterni molto caldi può accentuare il disagio fisico.

Le associazioni fanno inoltre riferimento al D.P.R. 74/2013, che stabilisce criteri per il contenimento dei consumi energetici degli impianti termici e indica, per gli ambienti durante il periodo estivo, una temperatura media non inferiore ai 26 gradi, con una tolleranza di due gradi.

La richiesta non riguarda però soltanto la gestione dell’aria condizionata. Nel documento inviato alle autorità cittadine viene infatti sollecitato anche l’avvio di uno studio sulla dispersione di calore provocata dalle infrastrutture del teleriscaldamento.

Il nodo del teleriscaldamento

Un secondo fronte indicato da Basta Veleni e Rete Ambiente Lombardia riguarda le tubazioni del teleriscaldamento gestito da A2A. Secondo le associazioni, le condotte possono mantenere temperature elevate anche durante la stagione estiva, trasferendo parte del calore nel sottosuolo e contribuendo al riscaldamento delle aree urbane.

Da qui la richiesta di valutare possibili interventi per ridurre questo fenomeno e comprendere quale sia il suo effettivo impatto sul microclima della città.

Il tema si inserisce in un’estate caratterizzata da temperature particolarmente elevate. Brescia sta attraversando una nuova fase di caldo intenso e, secondo i dati riportati, le massime hanno superato ripetutamente i 35 gradi.

Il bollettino del ministero della Salute ha indicato il capoluogo bresciano con il livello giallo negli ultimi giorni, mentre le previsioni meteorologiche prospettano un possibile cambiamento dopo Ferragosto. Dal 17 agosto è atteso un graduale ridimensionamento della calura, anche se le temperature potrebbero rimanere ancora elevate.

La proposta delle associazioni ambientaliste arriva quindi nel pieno dell’emergenza estiva e punta a introdurre misure immediate per ridurre gli sprechi energetici, intervenendo su un comportamento quotidiano particolarmente visibile: l’utilizzo della climatizzazione con le porte dei locali continuamente aperte.

Redazione

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26 giorni fa

Non sono un progressista, ma gli devo dare ragione; la scienza è scienza. Il problema c’è, eccome: chi ha proposte migliori le avanzi.

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26 giorni fa

A quando le prossime elezioni?

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26 giorni fa

Già..in Italia il problema SN le porte..aperte o kiuse ….🇮🇹🇮🇹🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🤣🤣🤣

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26 giorni fa

Caspita! Che geni 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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27 giorni fa

Aspettate ancora un po’ siamo a metà agosto

Commento da Facebook
27 giorni fa

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