Bollo auto 2026, le nuove regole entrano in vigore a tappe

La riforma modifica il criterio territoriale, introduce nuove possibilità di rateizzazione e prepara il cambio delle scadenze per le auto immatricolate dal 2028. Dal 2027 cambieranno anche le regole per il noleggio a lungo termine.

La disciplina del bollo auto cambia con il nuovo decreto legislativo 147/2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 7 agosto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto ed entrato in vigore il giorno successivo. Le modifiche, però, non si applicano tutte nello stesso momento: alcune sono già operative, altre partiranno dal 2027, mentre il nuovo sistema delle scadenze interesserà dal 2028 i veicoli di nuova immatricolazione.

Il bollo auto resta una tassa legata al possesso del veicolo e riguarda autovetture, motocicli e altri mezzi soggetti alla normativa tributaria. La gestione della tassa è affidata alle Regioni, motivo per cui possono esistere differenze territoriali sia nelle modalità di pagamento sia nelle agevolazioni.

Per conoscere importi, esenzioni e regole applicabili nella propria situazione, l’Aci mette a disposizione una guida suddivisa per Regione.

Dal 12 agosto cambia il criterio territoriale

Una delle novità già entrate in vigore riguarda l’individuazione della Regione competente per il pagamento. A partire dal 12 agosto 2026, il riferimento è la residenza del proprietario alla data di scadenza del termine previsto per il versamento.

Quando il soggetto obbligato al pagamento non coincide con il proprietario, come può avvenire in determinate forme di disponibilità del veicolo, viene invece considerata la residenza del soggetto tenuto al versamento.

Il decreto stabilisce inoltre cosa accade quando il pagamento viene effettuato alla Regione sbagliata: una volta verificato l’errore, le somme devono essere trasferite all’amministrazione regionale effettivamente competente. Il contribuente potrà inoltre segnalare la situazione attraverso un’apposita procedura, eventualmente anche digitale.

Sconto fino al 20% con la domiciliazione

La riforma consente alle Regioni di introdurre una riduzione fino al 20% dell’importo del bollo per chi sceglie l’addebito diretto permanente sul conto corrente bancario o postale.

La riduzione, tuttavia, non è automatica a livello nazionale. Ogni Regione deve decidere autonomamente se applicarla e stabilirne l’entità.

In Lombardia, ad esempio, è previsto uno sconto del 15%, mentre Lazio e Campania applicano una riduzione del 10%. In Veneto, al momento, non è prevista una riduzione per la domiciliazione, ma la situazione può essere verificata attraverso il portale regionale del bollo auto.

Il fermo amministrativo non cancella il bollo

Il decreto interviene anche su un aspetto che ha prodotto nel tempo diversi contenziosi. La nuova disciplina chiarisce che il fermo amministrativo non elimina l’obbligo di pagamento della tassa automobilistica.

Il provvedimento impedisce infatti al proprietario di utilizzare il veicolo, ma non fa venire meno il presupposto sul quale si basa il pagamento del bollo secondo le condizioni stabilite dalla normativa.

La nuova scadenza arriva nel 2028

La modifica più evidente per gli automobilisti scatterà invece dal 1° gennaio 2028 e riguarderà i veicoli immatricolati da quella data.

Per le nuove immatricolazioni, il bollo avrà una durata di dodici mesi a partire dal mese in cui viene immatricolato il veicolo. Il pagamento dovrà essere effettuato ogni anno in un’unica soluzione, con il primo versamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello dell’immatricolazione.

Un esempio consente di comprendere il meccanismo: per un’auto immatricolata il 14 marzo 2028, il primo bollo dovrà essere pagato entro il 30 aprile. Il periodo coperto sarà marzo 2028-febbraio 2029. Il rinnovo successivo partirà nuovamente da marzo e dovrà essere effettuato entro il 30 aprile 2029.

Per le auto già immatricolate non cambia automaticamente la scadenza con l’arrivo del 2028. Continueranno ad applicarsi le regole precedenti, salvo eventuali disposizioni regionali.

Dal 2027 cambia il bollo per il noleggio a lungo termine

Un’altra modifica importante entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 e riguarderà il noleggio a lungo termine senza conducente.

In base alle nuove disposizioni, il soggetto obbligato al pagamento sarà l’utilizzatore del veicolo e non più la società proprietaria, per i contratti interessati dalla nuova disciplina.

La modifica riguarderà i contratti sottoscritti dal 1° gennaio 2027, ma anche determinate proroghe e rinnovi di accordi precedenti con decorrenza successiva al 31 dicembre 2026. Saranno comprese inoltre alcune situazioni nelle quali il contratto è stato firmato prima del 2027 ma la consegna dell’auto avviene dal 1° gennaio 2027.

La società di noleggio potrà comunque continuare a gestire materialmente il versamento e includerne il costo nel canone. Dal punto di vista tributario, però, il soggetto tenuto al pagamento sarà l’utilizzatore nei casi previsti.

Superbollo, niente esenzioni regionali

Dal 2027 cambieranno anche le regole relative al rapporto tra bollo regionale e superbollo. L’addizionale erariale sulle auto con potenza superiore a 185 kW non viene abolita dalla riforma.

Il decreto chiarisce però che le eventuali esenzioni concesse dalle Regioni per il bollo auto non possono estendersi automaticamente al superbollo. Di conseguenza, l’eventuale esenzione dalla tassa automobilistica regionale non comporterà anche l’esenzione dall’addizionale erariale quando quest’ultima risulta dovuta.

Rateizzazione dei debiti e recupero degli arretrati

La riforma introduce inoltre una disciplina più uniforme per la rateizzazione dei debiti tributari regionali. In presenza dei requisiti previsti, i debiti già emersi possono essere dilazionati fino a 72 rate mensili.

Non si tratta, quindi, della possibilità di dividere liberamente il normale bollo annuale in 72 pagamenti, ma della rateizzazione di un debito tributario già contestato o comunque divenuto oggetto di recupero.

Dal 1° gennaio 2027 entreranno inoltre in vigore nuove disposizioni per la riscossione coattiva dei tributi regionali non pagati. Le norme puntano a rendere più efficace il recupero delle somme dovute, compresi gli arretrati relativi alla tassa automobilistica.

Le esenzioni restano legate alle regole regionali

La riforma non elimina il sistema delle agevolazioni già previste per determinate categorie di veicoli o contribuenti. Le regole sulle esenzioni possono continuare a variare da una Regione all’altra.

Tra i casi più comuni rientrano le agevolazioni per veicoli a basso impatto ambientale, con modalità e durata determinate dalle singole amministrazioni regionali. Sono previste inoltre specifiche disposizioni per le auto storiche e per i veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità, secondo i requisiti stabiliti dalla normativa.

Le tre date da segnare

Per orientarsi nella riforma del bollo auto, le principali scadenze temporali sono quindi tre:

  • 12 agosto 2026: entrano in vigore le prime disposizioni, tra cui il nuovo criterio per individuare la Regione competente, la possibilità di introdurre sconti per la domiciliazione e le nuove regole sulla rateizzazione.
  • 1° gennaio 2027: scattano le modifiche per il noleggio a lungo termine, il superbollo e il recupero dei tributi regionali non pagati.
  • 1° gennaio 2028: il nuovo sistema di decorrenza annuale del bollo dal mese di immatricolazione si applicherà ai veicoli immatricolati da quella data.

Per la maggior parte dei proprietari di auto già in circolazione, quindi, il calendario attuale non verrà automaticamente modificato nel 2028. La novità sul mese di immatricolazione riguarda principalmente le nuove vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio 2028.

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