Sono oltre una ventina le sanzioni elevate nell’ultima settimana lungo la Sp9 tra Gargnano e la Valvestino, nell’ambito dei controlli contro le corse clandestine e le condotte di guida pericolose. A intervenire sono stati i carabinieri e gli agenti della Polizia locale di Gargnano, impegnati a contrastare un fenomeno che coinvolgerebbe soprattutto giovani motociclisti provenienti da Germania e Svizzera.
Il tratto interessato è quello che dalla Gardesana sale verso l’entroterra, in direzione della diga di Valvestino. Proprio nei pressi del ponte che segue il muro della diga sarebbero state osservate impennate, sgommate, gimcane e altre manovre incompatibili con la normale circolazione stradale.
Il fenomeno, secondo quanto ricostruito dagli operatori, si sarebbe consolidato negli ultimi anni anche grazie ai social network. Gruppi di giovani motociclisti stranieri utilizzerebbero infatti Instagram e Telegram per organizzare appuntamenti nell’area dell’alto Garda, raggiungendo la zona in sella a moto anche di grossa cilindrata.
I controlli contro le corse clandestine
L’attività delle forze dell’ordine punta soprattutto a prevenire situazioni potenzialmente pericolose per gli stessi motociclisti e per gli altri utenti della strada.
La Sp9 rappresenta infatti un collegamento importante tra la riviera del Garda e l’entroterra della Valvestino. Residenti e pendolari percorrono quotidianamente questa strada, rendendo particolarmente rischiose eventuali manovre azzardate o velocità elevate.
Tra gli episodi osservati dalle autorità ci sarebbero anche comportamenti che hanno coinvolto altri utenti della strada. Alcuni video pubblicati sui social mostrerebbero motociclisti impegnati in impennate e sgommate, con una situazione particolarmente pericolosa ripresa nei pressi del ponte, dove un ciclista sarebbe stato sfiorato alle spalle da una moto durante una manovra.
Le immagini pubblicate online costituiscono anche una delle tracce che consentono di comprendere la portata del fenomeno. Le evoluzioni vengono infatti filmate con telecamere montate sui caschi e successivamente condivise sui profili social, contribuendo a rendere più conosciuti i percorsi utilizzati dai gruppi.
Le vedette per segnalare i controlli
I motociclisti avrebbero inoltre sviluppato un sistema per cercare di evitare i controlli. Lungo il percorso compreso tra la frazione di Navazzo, a Gargnano, e il ponte della diga sarebbero state collocate delle vere e proprie vedette incaricate di segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.
Il vice commissario della Polizia locale di Gargnano, Monica Bertasio, ha spiegato che in alcune occasioni gli agenti, una volta raggiunta la zona, trovano i motociclisti apparentemente tranquilli e fermi a parlare.
La presenza di filmati relativi alle manovre effettuate durante le uscite, però, offrirebbe un’immagine differente delle attività svolte nell’area.
Cambiano anche le modalità di arrivo
Nel tempo sarebbe cambiato anche il modo in cui i gruppi raggiungono la zona della diga. Se in passato il percorso principale passava da Gargnano, oggi alcuni motociclisti arriverebbero dal versante di Capovalle, utilizzando furgoni per trasportare le moto.
I mezzi verrebbero lasciati nella zona e i motociclisti proseguirebbero poi verso il lago artificiale in gruppi. Una modalità che, secondo la Polizia locale, può creare ulteriori difficoltà alla circolazione, soprattutto quando numerosi motociclisti percorrono contemporaneamente la stessa arteria.
La presenza di gruppi numerosi aumenta infatti l’impatto sulla viabilità ordinaria e può creare situazioni di rischio su una strada utilizzata anche da chi si sposta quotidianamente per lavoro o per altri motivi.
I controlli continueranno
L’attività di vigilanza non è destinata a concludersi con le sanzioni già comminate. I controlli proseguiranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di contenere un fenomeno che, nonostante gli interventi periodici delle forze dell’ordine, continua a ripresentarsi.
La Polizia locale di Gargnano punta inoltre a mantenere la collaborazione con gli altri Comuni del territorio gardesano. Monica Bertasio ha richiamato l’accordo rinnovato anche per il 2026, che prevede una cooperazione tra le amministrazioni per rafforzare le attività dedicate alla sicurezza del comprensorio.
Il nodo della velocità sulla Sp9
Parallelamente ai controlli sulle condotte di guida pericolose, resta aperta la questione dei limiti di velocità sulla strada. La Sp9 è classificata come strada extraurbana e attualmente presenta un limite massimo di 90 chilometri orari.
I Comuni interessati hanno da tempo chiesto una revisione di questo limite, considerando le caratteristiche della strada e il suo utilizzo quotidiano da parte di residenti e pendolari.
La stretta sui motociclisti arriva quindi in un contesto più ampio di attenzione alla sicurezza della viabilità nell’alto Garda. Le oltre venti sanzioni elevate nell’ultima settimana rappresentano il risultato più recente di un’attività che, secondo quanto annunciato dalla Polizia locale, proseguirà anche nelle prossime settimane.
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