Maxi Dolphin, dopo l’incendio Erbusco prepara la ripartenza

Lo stabilimento è stato gravemente danneggiato dal rogo. L’azienda annuncia il trasferimento temporaneo delle attività, mentre la Fillea Cgil chiede garanzie su lavoro e sicurezza

È iniziata a Erbusco la fase successiva al violento incendio che ha colpito lo stabilimento della Maxi Dolphin, azienda specializzata nella costruzione di imbarcazioni a vela e a motore. Dopo le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area, l’attenzione si concentra ora sulla valutazione dei danni e sulle modalità con cui garantire la continuità produttiva.

L’azienda ha già annunciato l’intenzione di non interrompere le proprie attività. La produzione ripartirà in un altro sito, permettendo di proseguire la realizzazione delle imbarcazioni nonostante i gravi danni provocati dalle fiamme alla sede di Erbusco.

Distrutta una barca quasi pronta alla consegna

Tra le conseguenze più pesanti dell’incendio c’è la distruzione di un’imbarcazione che si trovava all’interno del capannone e che era ormai prossima alla consegna.

Luca Moretti, che ha seguito da vicino le operazioni necessarie per domare l’incendio e rendere nuovamente sicura l’area, ha spiegato che la barca era praticamente pronta per essere consegnata ed è stata completamente distrutta dal rogo.

Ora sarà necessario procedere con la rimozione dei detriti e dei materiali rimasti all’interno della struttura. Soltanto dopo questa fase sarà possibile effettuare una valutazione più approfondita dei danni e raccogliere gli elementi utili a comprendere l’origine e la dinamica dell’incendio.

Il rogo, inoltre, si è sviluppato quando nello stabilimento non erano più presenti i lavoratori. Secondo quanto riferito dall’azienda, le attività erano terminate intorno alle 18 e il personale aveva già lasciato il sito.

L’azienda: «Ripartiamo subito»

Nonostante le conseguenze dell’incendio, la Maxi Dolphin punta quindi a una ripresa rapida. Luca Botter, amministratore delegato dell’azienda, ha comunicato che il gruppo intende trasferire le lavorazioni in un’altra sede.

La decisione riguarda sia le imbarcazioni a motore sia quelle a vela, con l’obiettivo di evitare che il danneggiamento dello stabilimento di Erbusco comporti uno stop prolungato alla produzione.

«Il fuoco ci ha fermato ed è un dolore immenso, ma ripartiamo subito in un altro sito», è il messaggio dell’amministratore delegato, che conferma la volontà dell’azienda di mantenere operative le attività.

Il trasferimento rappresenta quindi, almeno nell’immediato, la soluzione individuata per consentire alla produzione di proseguire mentre nello stabilimento colpito dalle fiamme vengono completate le operazioni di bonifica e verifica.

La Fillea Cgil guarda al futuro dei lavoratori

Sul fronte sindacale, la Fillea Cgil di Brescia ha avviato i primi contatti con la società. La priorità iniziale è stata verificare le eventuali conseguenze dell’incendio sulle persone presenti nello stabilimento e nelle aree circostanti.

Fabio Mascia, segretario generale della Fillea Cgil, ha riferito che non risultano lavoratori feriti a seguito dell’incendio. Il sindacato guarda ora alla ripresa delle attività e alle possibili ripercussioni occupazionali.

Nei prossimi giorni è previsto un confronto con l’azienda per capire se sarà necessario ricorrere agli ammortizzatori sociali durante la fase di transizione. La speranza espressa dalla Fillea Cgil è che il trasferimento delle lavorazioni consenta una ripresa il più possibile rapida, limitando le conseguenze dell’incendio sull’occupazione.

Da chiarire anche gli aspetti legati alla sicurezza

Accanto alla continuità lavorativa, il sindacato pone però anche una seconda questione: la sicurezza dello stabilimento e delle aree circostanti.

La Fillea Cgil intende infatti verificare se l’incendio possa aver determinato rischi per la salute dei lavoratori e dei cittadini che operano nelle vicinanze del capannone interessato dal rogo.

Si tratta di un tema particolarmente rilevante anche considerando la presenza, in via Gandhi, di altre attività appartenenti al gruppo Moretti. Nella stessa area lavorano infatti circa 150 dipendenti, la cui sicurezza dovrà essere valutata alla luce delle conseguenze dell’incendio.

Le interlocuzioni tra organizzazione sindacale e azienda serviranno quindi a fare il punto sia sulle condizioni dello stabilimento colpito sia sulle prospettive occupazionali.

La conta dei danni prosegue

Mentre l’azienda organizza la ripartenza in una sede alternativa, a Erbusco continuano le attività necessarie per liberare e mettere in sicurezza l’area danneggiata. La rimozione dei materiali e dei detriti rappresenterà un passaggio fondamentale anche per consentire agli accertamenti di concentrarsi sulle cause del rogo.

La priorità immediata è dunque duplice: garantire la sicurezza dell’area e permettere alla produzione di riprendere senza compromettere i livelli occupazionali.

Il trasferimento delle attività annunciato dalla Maxi Dolphin costituisce il primo passo verso la ripresa, mentre il confronto con la Fillea Cgil dovrà definire le eventuali misure a sostegno dei lavoratori e fornire ulteriori elementi sulle condizioni di sicurezza nell’area interessata dall’incendio.

Redazione

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