Liquami nei campi senza regole: malori e sanzioni tra Roccafranca e Orzinuovi

Spargimento illegale di reflui zootecnici vicino alle abitazioni: l’Arpa interviene dopo l’intossicazione di una bambina

In Lombardia esiste una normativa chiara per tutelare la salute dei cittadini dall’esposizione a odori molesti e sostanze pericolose derivanti dallo spargimento di liquami e letame: lo scarico deve avvenire ad almeno 100 metri dai centri abitati e 50 dalle abitazioni isolate. Tuttavia, si tratta di una regola frequentemente ignorata. Nei giorni scorsi, nelle campagne tra Roccafranca e Orzinuovi, il mancato rispetto di queste distanze ha nuovamente generato allarme tra i residenti.

In particolare, è stato segnalato lo spargimento di reflui animali senza interramento immediato, pratica vietata dalla normativa vigente e contraria alla direttiva nitrati. Il liquame è rimasto sui campi per oltre 15 giorni, superando di gran lunga le 24 ore consentite per legge. La conseguenza è stata una situazione insostenibile, tra miasmi, ammoniaca nell’aria, mosche e proliferazione di insetti, con ricadute evidenti sulla vivibilità e l’igiene ambientale.

A far esplodere la protesta è stato il malore di una bambina, che vive a ridosso di uno dei terreni interessati. Sebbene non sia stata sporta denuncia formale, la segnalazione è stata trasmessa d’ufficio dalle autorità sanitarie a quelle ambientali. I tecnici dell’Arpa Lombardia, dopo aver effettuato i controlli, hanno risalito ai responsabili, emettendo una diffida e un’ipotesi di sanzione. Solo a quel punto è stato disposto l’interramento immediato dei reflui.

Secondo il sindaco di Roccafranca, Marco Franzelli, è necessario un cambio di passo: “Servono più momenti di formazione per gli allevatori, ogni anno ne organizziamo, ma occorre applicare le sanzioni e superare le difficoltà di coordinamento tra enti sanitari e organismi di controllo”. Il primo cittadino denuncia infatti un “corto circuito” istituzionale che troppo spesso impedisce un’azione efficace contro le violazioni ambientali.

Il fenomeno non è nuovo. Nel 2024, nella Bassa occidentale, le segnalazioni per odori nauseabondi causati dallo spargimento incontrollato di liquami sono aumentate, con numerosi casi in cui i cittadini hanno richiesto l’intervento dei sindaci. Alcuni allevatori sono stati addirittura sorpresi a svuotare le autobotti nei canali, un gesto che rappresenta una grave minaccia per le falde e per l’ecosistema agricolo.

L’intervento tempestivo dell’Arpa e la crescente attenzione dei cittadini rappresentano un segnale positivo, ma la gestione dei reflui zootecnici rimane una delle sfide ambientali più delicate per i comuni agricoli lombardi. Serve una stretta sui controlli e il pieno rispetto delle normative, anche per evitare che episodi come quello di questi giorni continuino a mettere a rischio la salute delle persone.

Redazione

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