Tre appuntamenti dedicati al jazz, con un programma capace di unire nuove generazioni di musicisti e protagonisti affermati della scena nazionale e internazionale. Il Lonato Jazz Festival torna con una rassegna che mette al centro il dialogo tra talento emergente, ricerca musicale e tradizione jazzistica.
La manifestazione propone un percorso articolato in tre serate, durante le quali il pubblico potrà assistere a esibizioni differenti per stile e approccio, ma unite dalla volontà di raccontare l’evoluzione del jazz contemporaneo.
Il cartellone alterna giovani interpreti provenienti dal mondo accademico a musicisti di lunga esperienza, offrendo un confronto tra nuove sensibilità artistiche e la maturità di chi ha costruito la propria carriera sui palchi italiani e internazionali.
L’apertura con i giovani musicisti e il progetto dedicato a Mingus
La prima serata del festival sarà dedicata all’incontro tra generazioni diverse. Ad aprire la rassegna saranno Francesco Assini e Alessio Paglia, giovani studenti del Conservatorio di Rovigo che formano l’Assini Paglia Duo.
La loro presenza rappresenta uno spazio dedicato ai nuovi percorsi del jazz italiano e alla crescita di musicisti emergenti che si avvicinano al genere attraverso studio, sperimentazione e ricerca personale.
Dopo il duo, il palco ospiterà il progetto “Mingus Revisited”, interpretato dal pianista Matteo Alfonso e dal contrabbassista Giovanni Maier. L’esibizione sarà un omaggio alla figura di Charles Mingus, compositore e contrabbassista statunitense considerato uno dei grandi innovatori della storia del jazz.
Il progetto punta a rileggere il repertorio di Mingus attraverso una prospettiva contemporanea, valorizzando la complessità delle sue composizioni e la forza espressiva della sua musica.
Il tributo a Bill Evans con un trio internazionale
Il secondo appuntamento del festival porterà sul palco un trio formato da Debo Ferra, Dario Deidda e Yorge Rossy, tre musicisti con percorsi artistici di rilievo.
La formazione proporrà un confronto con l’universo musicale di Bill Evans, pianista americano tra le figure più influenti del jazz moderno.
Il concerto sarà un’occasione per esplorare il linguaggio raffinato di Evans, caratterizzato da sensibilità melodica, dialogo tra gli strumenti e particolare attenzione all’interazione tra i musicisti.
Il festival conferma così la propria attenzione verso i grandi protagonisti della storia del jazz, reinterpretati attraverso la creatività degli artisti contemporanei.
La chiusura affidata a Rita Marcotulli
La terza e ultima serata sarà affidata a Rita Marcotulli, una delle pianiste più importanti del jazz italiano contemporaneo.
Con una lunga carriera internazionale alle spalle, Marcotulli rappresenta una delle interpreti più apprezzate per la capacità di unire tecnica, ricerca sonora e profondità espressiva.
L’artista concluderà la rassegna con una performance solista al pianoforte, proponendo un’esibizione incentrata sulla relazione tra improvvisazione, composizione e racconto musicale.
Un festival tra tradizione e innovazione
Il programma del Lonato Jazz Festival evidenzia una scelta precisa: raccontare il jazz come un linguaggio in continua trasformazione, capace di mantenere il legame con i suoi grandi maestri e allo stesso tempo aprirsi alle nuove generazioni.
La rassegna diventa così un punto d’incontro tra passato e futuro del jazz, attraverso concerti che valorizzano sia gli artisti emergenti sia interpreti già affermati.
Tre serate per scoprire differenti sfumature della musica jazz, dalle riletture dei grandi compositori alle nuove interpretazioni della scena contemporanea.
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