Diesel Euro 5, Legambiente critica il Move-In in Lombardia

L’associazione ambientalista contesta la deroga al blocco dei veicoli più inquinanti e mette in discussione l’efficacia del sistema di monitoraggio dei chilometri percorsi

Il confronto sul futuro dei diesel Euro 5 in Lombardia si concentra anche sul sistema Move-In, dopo la scelta di rinviare le limitazioni alla circolazione per questa categoria di veicoli. A intervenire è Legambiente Lombardia, che contesta l’impostazione adottata dalla Regione e sostenuta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, sostenendo che il provvedimento non risolverebbe il problema delle emissioni.

Secondo l’associazione ambientalista, il tema riguarda un numero significativo di automobili: nel Bresciano sarebbero circa 84mila i veicoli interessati dalla misura, all’interno di un quadro regionale che coinvolgerebbe complessivamente circa 400mila mezzi considerati inquinanti.

La posizione di Legambiente

La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, ha criticato l’ipotesi di affidarsi a rinvii e deroghe per affrontare il problema della qualità dell’aria. Secondo l’associazione, le particolari caratteristiche geografiche della Pianura Padana, richiamate anche dal ministro Salvini per motivare la necessità di una deroga, renderebbero ancora più importante intervenire sulle principali fonti emissive.

La Lombardia, sostiene Legambiente, dovrebbe accompagnare la trasformazione della mobilità attraverso trasporto pubblico locale, ciclabilità e diffusione delle auto elettriche, anziché limitarsi a gestire la circolazione dei veicoli più vecchi attraverso un sistema basato sul conteggio dei chilometri.

Nel caso della mobilità lombarda, l’associazione propone inoltre di destinare maggiori risorse alle alternative all’automobile, chiedendo di rivedere gli investimenti previsti per nuove strade e autostrade a favore di modalità di spostamento considerate meno impattanti.

Come funziona il Move-In

Al centro delle contestazioni c’è il Move-In Lombardia, il sistema che consente ai proprietari di determinati veicoli soggetti alle limitazioni di circolazione di usufruire di una deroga legata alla quantità di chilometri percorsi.

Il meccanismo prevede l’installazione sul veicolo di una scatola nera in grado di registrare i chilometri effettuati. Per i mezzi interessati dalla misura, il limite indicato è di 10mila chilometri all’anno. Una soluzione che, secondo Legambiente, non sarebbe sufficiente a produrre una riduzione significativa delle emissioni di biossido di azoto e particolato.

La discussione sul blocco diesel Euro 5 si sposta quindi dal semplice divieto di circolazione alla possibilità di utilizzare il veicolo entro una soglia chilometrica prestabilita. Per gli ambientalisti, tuttavia, il problema principale rimarrebbe invariato: continuare a utilizzare mezzi altamente emissivi, anche se per un numero limitato di chilometri, non eliminerebbe le emissioni prodotte.

La proposta alternativa sulla mobilità

Federico Del Prete, responsabile mobilità di Legambiente, ha concentrato le critiche proprio sull’idea di utilizzare la tecnologia di bordo per controllare il comportamento dei veicoli. Secondo l’associazione, una strategia basata esclusivamente sul rispetto di un tetto chilometrico non inciderebbe direttamente sulle fonti dell’inquinamento atmosferico.

Legambiente richiama invece un’altra possibile applicazione delle tecnologie installate sulle automobili: il limitatore automatico della velocità. Nella posizione espressa dall’associazione, questo dispositivo potrebbe contribuire contemporaneamente a ridurre consumi, emissioni e incidenti stradali.

La questione si inserisce nel più ampio dibattito sulle politiche ambientali della Lombardia e sulle modalità con cui affrontare la qualità dell’aria. Il tema interessa in particolare le aree della Pianura Padana, dove le condizioni atmosferiche e la conformazione del territorio possono favorire la permanenza degli inquinanti.

Il rinvio delle limitazioni

La polemica nasce anche dalla scelta di rinviare nuovamente le limitazioni per i diesel Euro 5. Legambiente ricorda infatti che un precedente rinvio era già stato disposto nel 2025 e contesta la riproposizione della stessa impostazione anche per l’anno successivo.

Per l’associazione, il numero di veicoli interessati dalla misura non dovrebbe diventare l’unico elemento da considerare nel definire le politiche sulla mobilità. Nel caso bresciano, le circa 84mila automobili coinvolte rappresentano una quota rilevante del parco regionale interessato dalla questione, ma il confronto resta legato anche agli obiettivi di tutela della qualità dell’aria.

Il dibattito sulla mobilità in Lombardia rimane quindi aperto tra la necessità di evitare limitazioni immediate per centinaia di migliaia di automobilisti e l’obiettivo di ridurre progressivamente le emissioni. Il Move-In rappresenta una delle soluzioni adottate per gestire questa fase di transizione, mentre le associazioni ambientaliste chiedono interventi strutturali sul trasporto e sulle modalità di spostamento.

Nel Bresciano, dove secondo i dati riportati nel confronto sono circa 84mila le auto potenzialmente interessate, la questione assume una particolare rilevanza. La discussione non riguarda soltanto il numero di chilometri che ciascun veicolo potrà percorrere, ma anche le strategie complessive con cui affrontare l’inquinamento atmosferico e accompagnare il rinnovo del parco automobilistico.

Redazione

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