Parco fotovoltaico a Bedizzole, il comitato di Calcinato esprime dubbi

Il progetto interessa circa 25 ettari di terreno agricolo e prevede oltre 25mila pannelli. Il Comitato Cittadini di Calcinato ha presentato osservazioni alla Provincia

Il progetto di un nuovo parco fotovoltaico a Bedizzole alimenta il confronto anche nei territori confinanti. A manifestare preoccupazione è il Comitato Cittadini di Calcinato, che ha rivolto l’attenzione all’intervento previsto nelle vicinanze del confine comunale e ha presentato alla Provincia una serie di osservazioni accompagnate da una cartografia.

Al centro della segnalazione ci sono soprattutto le caratteristiche dell’area individuata e la presenza, nelle immediate vicinanze, di altre infrastrutture e attività industriali. Secondo il comitato, il nuovo impianto andrebbe infatti a inserirsi in una zona nella quale sono già presenti strutture legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, oltre ad altri impianti per la produzione di energia.

Un’area di circa 25 ettari

Il progetto prevede l’installazione di oltre 25mila pannelli fotovoltaici su una superficie di circa 25 ettari di terreno agricolo. Uno degli aspetti evidenziati dal Comitato Cittadini di Calcinato riguarda la natura dell’intervento, che non sarebbe configurato come impianto agrivoltaico.

Secondo quanto riferito dalla presidente del comitato, Daria Giacomelli, sotto i pannelli sarebbe infatti mantenuto un manto erboso, senza la contemporanea prosecuzione di una vera attività agricola. È proprio questa caratteristica a distinguere il progetto, secondo le osservazioni presentate, da una soluzione nella quale la produzione energetica viene integrata con le coltivazioni.

Il confronto sul parco fotovoltaico di Bedizzole si concentra quindi non soltanto sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche sull’utilizzo del suolo e sulle trasformazioni previste in un’area già interessata da diverse attività.

La presenza di altre infrastrutture

Tra gli elementi segnalati dal comitato c’è soprattutto la particolare concentrazione di strutture esistenti nell’area. A nord della zona individuata per il nuovo impianto si trova una discarica con una capacità superiore a 3,5 milioni di metri cubi, all’interno della quale vengono svolte anche attività di trattamento dei rifiuti.

Nello stesso contesto territoriale sono presenti inoltre un impianto destinato al trattamento della frazione organica e una struttura dedicata ai rifiuti metallici. A questi elementi si aggiungerebbe un ulteriore progetto fotovoltaico, indicato dal comitato come esteso per circa 40 ettari.

Per il Comitato Cittadini di Calcinato, l’insieme di queste presenze dovrebbe essere considerato nella valutazione dell’intervento. L’attenzione viene quindi posta sulla sommatoria degli impatti derivanti dai diversi impianti e dalle infrastrutture presenti, anziché sulla valutazione del solo progetto energetico.

Le osservazioni alla Provincia

Il comitato ambientalista ha formalizzato le proprie perplessità attraverso un documento trasmesso alla Provincia, corredato da una cartografia delle principali criticità ambientali e infrastrutturali individuate sul territorio.

La posizione espressa dall’associazione parte dalla vicinanza geografica tra Calcinato e l’area interessata dall’intervento di Bedizzole. Pur trovandosi in un altro Comune, il progetto viene considerato rilevante anche per il territorio circostante, in ragione delle possibili interferenze con infrastrutture e sistemi ambientali condivisi.

Tra gli elementi indicati nelle osservazioni figurano anche le opere necessarie per collegare il nuovo impianto alla rete elettrica.

Viabilità, ferrovia e fiume Chiese

Il progetto comprende infatti circa 3,2 chilometri di collegamenti elettrici. Secondo le osservazioni presentate dal comitato, la realizzazione delle opere potrebbe interessare diversi elementi del territorio, tra cui la viabilità esistente, alcuni canali e la linea ferroviaria.

Un’attenzione specifica viene inoltre riservata al fiume Chiese, considerato tra gli elementi territoriali da inserire nella valutazione complessiva dell’intervento.

Il tema posto dal comitato riguarda dunque la necessità di esaminare il progetto nella sua relazione con il contesto circostante. La questione del fotovoltaico a Bedizzole viene inserita in un quadro più ampio che comprende consumo di suolo, infrastrutture energetiche, attività di trattamento dei rifiuti e presenza di altri impianti.

Il progetto, per il momento, resta al centro dell’iter amministrativo e delle osservazioni degli enti e dei soggetti interessati. Il confronto coinvolge anche il territorio di Calcinato, dove il comitato ha deciso di formalizzare le proprie valutazioni alla Provincia, chiedendo che le caratteristiche dell’area e le diverse infrastrutture presenti vengano considerate nell’analisi dell’intervento.

Redazione

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