Sono 309 i provvedimenti di revoca o diniego del permesso di soggiorno emessi nell’ambito delle verifiche condotte dall’Ufficio immigrazione della Questura di Brescia. Le attività, iniziate lo scorso giugno, hanno interessato cittadini stranieri presenti sul territorio e hanno portato anche all’adozione di provvedimenti di espulsione, rimpatrio e trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).
Il bilancio complessivo comprende 27 interventi nei confronti di persone con precedenti penali o di polizia, mentre altre 54 persone, prive di un titolo valido per soggiornare in Italia ma senza precedenti, hanno ricevuto un ordine di allontanamento dal territorio nazionale.
Le operazioni hanno coinvolto diverse forze dell’ordine, tra cui Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e polizie locali, impegnate in controlli effettuati a Brescia e in altri comuni della provincia.
Dal carcere al volo per l’India
Tra i provvedimenti eseguiti figura quello nei confronti di un 42enne indiano, detenuto nel carcere di Verziano dopo essere stato condannato per il tentato omicidio dell’ex moglie. Una volta terminata la detenzione, l’uomo è stato preso in carico dalla polizia, accompagnato all’aeroporto di Malpensa e imbarcato su un volo diretto in India.
Altri interventi hanno riguardato persone trasferite nei Cpr in attesa dell’espulsione. Tra queste c’è un 55enne tunisino, titolare di protezione internazionale, fermato dagli investigatori della sezione antiterrorismo della Digos. Secondo quanto riferito dalla Questura, l’uomo sarebbe vicino all’ideologia takfirista e avrebbe avuto un ruolo nel reclutamento di giovani interessati a raggiungere la Siria per unirsi ai combattenti. È stato trasferito nel Cpr di via Corelli, a Milano.
Provvedimenti anche per episodi di violenza
Una parte degli interventi ha interessato cittadini stranieri già coinvolti in procedimenti per maltrattamenti, minacce e violenze in ambito familiare.
Tra i casi segnalati dalla Questura c’è quello di un 38enne albanese, trasferito in un Cpr dopo la scarcerazione. L’uomo aveva terminato una condanna legata a minacce e atti persecutori nei confronti della moglie, oltre che per violazione dell’allontanamento dalla casa familiare, evasione e danneggiamento.
Provvedimento analogo per un 51enne tunisino, condannato per maltrattamenti e lesioni ai danni della convivente, episodi avvenuti anche in presenza del figlio minorenne.
Un altro caso riguarda un 43enne indiano, tornato in libertà dopo aver scontato una pena per lesioni, sequestro di persona, violazione di domicilio e rapina. L’uomo era stato inoltre denunciato dalla moglie per maltrattamenti ed è stato accompagnato nel Cpr di Gradisca d’Isonzo.
Sette giorni per lasciare l’Italia
Sul fronte degli ordini di allontanamento, le 54 persone incensurate destinatarie del provvedimento dovranno lasciare volontariamente il territorio italiano entro sette giorni.
Diversi sono invece i termini previsti per chi ha ricevuto un provvedimento legato alla posizione amministrativa. La Questura riferisce infatti che le persone interessate da revoca o diniego del permesso di soggiorno hanno 14 giorni di tempo per lasciare il Paese.
Il quadro tracciato dagli uffici bresciani comprende quindi sia interventi legati a precedenti giudiziari e di polizia sia verifiche sulla regolarità della permanenza in Italia, nell’ambito delle attività svolte negli ultimi mesi sul territorio provinciale.
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