Il progetto di collegare Brescia a Salò con un sistema di trasporto pubblico rapido compie un nuovo passo. Dopo gli approfondimenti sulla tratta fino a Villanuova sul Clisi e Roè Volciano, l’attenzione si sposta sul possibile prolungamento verso il lago di Garda, un’estensione che presenta caratteristiche territoriali e tecniche differenti rispetto al primo segmento.
La nuova fase sarà affidata a un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Brescia, guidato da Benedetto Barabino, professore associato di Ingegneria dei trasporti. L’incarico, commissionato dall’Agenzia del trasporto pubblico locale per conto della Provincia di Brescia, prevede uno stanziamento di 65mila euro e dodici mesi di lavoro.
La conclusione formale dello studio è prevista entro settembre 2027, ma Barabino punta a presentare i risultati già a luglio. L’obiettivo è disporre di un’analisi approfondita che possa avvicinarsi, per livello di dettaglio, a uno studio di fattibilità e permettere al territorio di prepararsi a eventuali opportunità di finanziamento pubblico.
Il prolungamento fino a Salò e le alternative da valutare
Il nodo centrale riguarda la scelta della tecnologia più adatta per coprire il tratto compreso tra l’area dei Tormini e Salò. Il territorio presenta infatti un dislivello significativo e caratteristiche morfologiche più complesse, elementi che potrebbero incidere tanto sulla progettazione quanto sui costi di costruzione e gestione.
Per individuare la soluzione migliore, il gruppo universitario analizzerà le diverse modalità di trasporto disponibili, senza escludere a priori nessuna opzione. Tra le possibilità rientra anche la tranvia veloce già individuata per il collegamento tra Brescia e la zona di Villanuova sul Clisi.
Mantenere lo stesso sistema lungo l’intero percorso potrebbe offrire un vantaggio importante: consentire ai passeggeri di raggiungere Salò senza dover cambiare mezzo. Questa continuità, definita in termini tecnici come assenza di rottura di carico, renderebbe il collegamento più diretto e funzionale.
La soluzione, tuttavia, potrebbe richiedere la realizzazione di alcuni tratti in galleria, con un conseguente aumento degli investimenti necessari. Sarà quindi indispensabile confrontare i benefici di un collegamento senza interruzioni con le difficoltà ingegneristiche e finanziarie legate alla conformazione del territorio.
Il precedente della tratta Brescia-Villanuova
Il lavoro partirà anche dall’esperienza maturata durante la valutazione del primo tratto della tranvia. In quella fase erano state considerate numerose alternative, tra cui busvia, busvia a guida vincolata, filovia a guida vincolata, tramvia su gomma, tramvia tradizionale, metropolitana leggera e sistema tram-treno.
Al termine del confronto era stata scelta la tranvia veloce. Il professor Barabino aveva partecipato a quel percorso di analisi sotto la guida di Giulio Maternini, raccogliendone ora il testimone per il nuovo approfondimento.
Il tratto verso Salò, però, dovrà essere esaminato nuovamente sulla base delle sue peculiarità. La scelta adottata per il primo segmento non determina automaticamente quella relativa al prolungamento: la tecnologia dovrà dimostrare di essere adatta anche alle condizioni del percorso successivo.
La valutazione comprenderà aspetti come l’accessibilità delle fermate, la capacità di trasporto, la velocità di esercizio e le caratteristiche complessive del servizio. L’obiettivo è identificare un sistema in grado di rispondere alle esigenze di mobilità del territorio, tenendo conto sia delle prestazioni sia della sostenibilità economica.
Analisi costi-benefici decisiva per i finanziamenti
Uno dei passaggi più importanti dello studio sarà l’analisi costi-benefici, necessaria per valutare se l’investimento possa risultare conveniente sotto il profilo economico e sociale. La verifica dovrà seguire le linee guida europee recepite dalla normativa italiana.
Nel calcolo rientreranno diverse componenti: i costi iniziali di realizzazione, le spese di manutenzione e gestione, la domanda potenziale di passeggeri e il tempo che gli utenti potrebbero risparmiare grazie al nuovo collegamento.
Saranno inoltre valutati gli effetti attesi sulla mobilità, tra cui la possibile riduzione del traffico automobilistico, dell’incidentalità e dell’inquinamento atmosferico. L’analisi dovrà considerare l’intero progetto, mettendo a confronto gli oneri necessari per costruire e gestire l’infrastruttura con i vantaggi che potrebbe produrre nel tempo.
Il collegamento con il Garda potrebbe beneficiare dell’attrattività turistica del lago, che rappresenta un elemento rilevante per stimare la domanda di trasporto. Un numero maggiore di potenziali utenti contribuirebbe a migliorare il rapporto tra costi e benefici.
Resta però da verificare quanto peseranno le difficoltà del tracciato. L’aumento dei costi dovuto alla morfologia del territorio potrebbe ridurre i vantaggi economici legati alla maggiore domanda, rendendo fondamentale un confronto dettagliato tra le diverse soluzioni progettuali.
Un progetto da preparare in vista delle risorse pubbliche
La finalità dello studio non è soltanto individuare la tecnologia più adatta, ma anche mettere a disposizione delle istituzioni una base tecnica solida per eventuali decisioni future. La disponibilità di un’analisi credibile e completa potrebbe infatti rappresentare un elemento essenziale nel caso si aprissero possibilità di finanziamento pubblico.
Il lavoro commissionato dall’Agenzia del Tpl dovrà quindi fornire indicazioni concrete sul percorso verso Salò, chiarendo quali alternative siano realizzabili e a quali condizioni economiche.
La scadenza attesa per luglio 2027 rappresenta il primo appuntamento per conoscere gli esiti dell’approfondimento, anche se il termine contrattuale indicato per completare lo studio è settembre dello stesso anno. Solo dopo la valutazione dei risultati sarà possibile comprendere meglio la sostenibilità del prolungamento e le condizioni necessarie per far avanzare il progetto.
La prospettiva di una tranvia tra Brescia e il Garda resta dunque legata a un passaggio tecnico determinante: verificare se i benefici attesi dal collegamento possano compensare i costi e le difficoltà di un’infrastruttura chiamata ad attraversare un territorio complesso.
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