Paolo Benvegnù, cantautore e figura di spicco della scena musicale italiana, è morto all’età di 59 anni. La notizia è stata annunciata dalla famiglia con una nota che ricorda l’artista come “compagno, padre e musicista amato da chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo”. La camera ardente è stata allestita agli Spedali Civili di Brescia.
Un artista legato a Brescia e alla musica italiana
Benvegnù aveva appena ricevuto la Targa Tenco 2024 per il miglior album dell’anno con “È inutile parlare d’amore”, disco che pochi giorni fa era stato anche riconosciuto da Bresciaoggi come migliore album del 2024.
Di recente, Benvegnù aveva pubblicato “Piccoli fragilissimi film – Reloaded”, una rivisitazione del suo primo album da solista del 2004, che quest’anno ha celebrato il ventesimo anniversario. Solo ieri, l’artista era stato ospite di una puntata del programma di Stefano Bollani, in un’apparizione che ora assume un significato ancora più toccante.
Gli inizi con gli Scisma e il successo da solista
Il legame di Benvegnù con Brescia affonda le radici nei primi anni ’90, quando fondò nel 1993 gli Scisma, band di rock alternativo con cui incise tre dischi: “Bombardano Cortina” (1995), “Rosemary Plexiglas” (1997) e “Armstrong” (1999). La band si sciolse nel 2000 dopo aver vinto il Premio Ciampi nel 1998 e aver calcato palchi in tutta Europa.
Nonostante si fosse trasferito a Firenze, Benvegnù tornava spesso a Brescia, città che considerava una seconda casa. “Amo la città, amo il Garda, mi sento sempre travolto da una grande emotività tutte le volte che torno da queste parti”, raccontava in un’intervista di primavera a Bresciaoggi.
Un’eredità musicale e affettiva
Brescia piange oggi la scomparsa di un artista che ha lasciato un segno indelebile nella cultura musicale locale e nazionale. Il ricordo del cantautore rimarrà vivo attraverso le sue canzoni, i suoi album e il rapporto speciale con la città.
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