Corda Molle, il pedaggio divide: cittadini e istituzioni in mobilitazione contro la nuova tariffa

A scendere in piazza, questa volta, è il movimento Patto per il Nord, promotore di un presidio di protesta previsto oggi, 12 aprile, dalle 15 alle 19, in via Industriale a Capriano del Colle

Un nuovo appello è stato lanciato a fine marzo dal presidente della Provincia Emanuele Moraschini e dal consigliere delegato alle Strade Paolo Fontana, i quali hanno richiesto formalmente al Ministero dei Trasporti di posticipare di un anno l’attivazione del pedaggio sulla Corda Molle. La proposta arriva alla luce dei dati definitivi forniti da Autovia Padana: nel solo mese di gennaio, la bretella è stata percorsa in media da 22mila veicoli al giorno, di cui un quarto mezzi pesanti. Un volume di traffico che conferma le stime iniziali riportate nella convenzione ministeriale del 2015, successivamente rinnovata nel 2018.

La convenzione prevede l’introduzione di un sistema di tariffazione “free flow”, con costi pari a 10 centesimi al chilometro per le auto e 24,6 centesimi per i mezzi pesanti. Tali tariffe, applicate ai volumi attuali, permetterebbero alla società concessionaria di incassare annualmente una cifra prossima ai 30 milioni di euro. Le verifiche tecniche sono già in fase avanzata: Autovia Padana ha concluso i lavori a fine 2024 e ha avviato le attività di collaudo e verifica di agibilità, che dovrebbero concludersi entro maggio. L’attivazione del pedaggio, dunque, potrebbe scattare già nell’estate 2025.

A scendere in piazza, questa volta, è il movimento Patto per il Nord, promotore di un presidio di protesta previsto oggi, 12 aprile, dalle 15 alle 19, in via Industriale a Capriano del Colle. L’iniziativa vuole difendere i pendolari bresciani dall’introduzione del pedaggio, ritenuto una penalizzazione ingiustificata. Lorenzo Olivari, segretario provinciale del movimento, denuncia: «L’imposizione di un ticket sulla tratta Ospitaletto-Montichiari è un insulto ai lavoratori bresciani. Il ministero dovrebbe ricordare che l’articolo 3 della Costituzione impone alla Repubblica di rimuovere ogni ostacolo alla pari dignità sociale».

Accanto ai manifestanti, sono attesi anche diversi sindaci dei Comuni interessati dalla bretella. Al centro della protesta, anche le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, che inizialmente aveva promesso la gratuità della tratta e ora parla di possibili “compensazioni alternative”. Un concetto che non convince: «Se per compensazione si intende aumentare il pedaggio sull’autostrada A21 tra Brescia e Cremona, allora siamo di fronte all’ennesima presa in giro», aggiunge Olivari, denunciando un clima di esasperazione crescente tra cittadini e amministratori locali.

Brescia, polo produttivo tra i più rilevanti del Paese, si trova così a dover fronteggiare un provvedimento che, secondo molti, potrebbe compromettere la fluidità del traffico e la competitività dell’area. «Questa provincia genera più PIL di intere regioni italiane – sottolinea Olivari – e invece di essere agevolata nei collegamenti viene ostacolata da misure che rischiano di aggravare le inefficienze logistiche, soprattutto per i pendolari».

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