Pietra Curva, la rinascita parte da Brescia con l’energia green di Turboden

La società controllata da Mitsubishi investe 2,1 milioni per riqualificare l’ex area industriale: nuova sede produttiva e rigenerazione urbana

Dall’abbandono alla rigenerazione: la storica area della Pietra Curva di Brescia si prepara a una nuova vita grazie a Turboden spa. L’azienda bresciana, attiva a livello internazionale nel settore delle energie rinnovabili, ha ufficializzato l’acquisto dell’ex tubificio fondato negli anni Settanta da Oddino Pietra, vincendo l’asta fallimentare per 2,1 milioni di euro.

È una svolta significativa per uno dei simboli del degrado urbano cittadino, da anni al centro di discussioni, progetti mai realizzati e controversie ambientali. Turboden, controllata dal colosso giapponese Mitsubishi Heavy Industries, ha deciso di investire in un futuro produttivo e sostenibile, avviando un percorso che porterà alla delocalizzazione della produzione tra via Dalmazia e via Orzinuovi.

L’azienda, leader mondiale nella tecnologia Orc (Organic Rankine Cycle), genera energia elettrica e termica da fonti rinnovabili e da calore di scarto. Il 2023 si è chiuso con un fatturato superiore ai 130 milioni di euro e circa 350 dipendenti distribuiti tra Italia, Germania e Turchia. Un portafoglio ordini in espansione e la crescente domanda per le Large Heat Pumps confermano la solidità del progetto industriale, come sottolineato dall’amministratore delegato Paolo Bertuzzi.

La riqualificazione della Pietra Curva va ben oltre l’aspetto economico: è una risposta concreta al problema dell’abbandono delle aree industriali dismesse. Negli ultimi decenni, la zona ha rappresentato un nodo irrisolto nel panorama urbanistico bresciano, al pari del Comparto Milano o dei Magazzini Generali. In questi luoghi, un tempo cuore pulsante della manifattura locale, si è progressivamente insediato un vuoto urbano, difficile da colmare senza investimenti strutturati.

Oggi qualcosa si muove anche oltre la Pietra Curva. Nelle aree limitrofe, la bolzanina Pohl Immobilien ha già avviato interventi edilizi su terreni acquisiti da Nuovi assetti urbani, con progetti residenziali e turistici. Tuttavia, è l’arrivo di un attore industriale come Turboden a rappresentare una rottura netta con il passato, dimostrando che anche la grande impresa può contribuire alla rigenerazione urbana, a patto che vi siano visione, capitale e competenze.

La storia di Turboden parte da Milano nel 1980, con il professor Mario Gaia, esperto di energia al Politecnico. Dopo oltre trent’anni di crescita, nel 2013 l’azienda è entrata a far parte della galassia Mitsubishi, una delle multinazionali più importanti al mondo, attiva in numerosi settori, dalla cantieristica navale all’energia, fino allo spazio.

Con questo nuovo capitolo, Brescia si riappropria di un pezzo della sua storia industriale, senza cancellarne la memoria ma convertendola in una nuova identità produttiva e sostenibile. Un’operazione che smentisce chi vedeva nella Pietra Curva una “causa persa” e che potrebbe ispirare altri interventi simili nelle aree critiche della prima periferia.

Redazione

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