Il progetto per le nuove opere di regolazione del lago d’Idro entra in una fase sempre piĂ¹ vicina alla realizzazione. Il cantiere non è ancora aperto, ma la programmazione delle attivitĂ tecniche necessarie alla sua gestione rappresenta un ulteriore passaggio verso l’avvio delle opere.
A muoversi è stata l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), che ha previsto nuove risorse destinate alle attivitĂ che dovranno accompagnare l’esecuzione dell’intervento. La somma complessiva raggiunge 4 milioni e 575mila euro.
Nel dettaglio, 3,9 milioni di euro sono stati destinati alla direzione dei lavori, all’assistenza tecnica e al coordinamento della sicurezza. Altri 675mila euro serviranno invece per il monitoraggio ambientale durante la fase di esecuzione. Si tratta quindi di finanziamenti relativi ai servizi tecnici e di controllo collegati al futuro cantiere, non di un incremento delle opere giĂ previste.
Un progetto da 97 milioni
Il quadro economico dell’intervento ha raggiunto nel frattempo 97 milioni di euro, dopo diversi aggiornamenti progettuali e revisioni dei costi intervenuti nel corso degli anni.
Il piano prevede una serie di interventi destinati a modificare il sistema di regolazione del lago. Tra le opere principali figurano una nuova galleria di scarico e una nuova traversa di regolazione, insieme ai lavori sulle infrastrutture giĂ esistenti.
La decisione di mettere in programmazione anche le risorse per la direzione dei lavori e per la sicurezza indica che l’iter si sta spostando progressivamente dalla fase progettuale verso quella operativa. La gara per l’affidamento dell’esecuzione delle opere rappresenta ora uno dei passaggi centrali prima dell’apertura effettiva del cantiere.
Il fronte contrario al progetto
Parallelamente all’avanzamento amministrativo e tecnico, resta aperto il confronto sul futuro del lago. Associazioni ambientaliste e realtĂ locali contrarie alle nuove opere contestano da tempo alcuni aspetti del sistema di regolazione previsto dal progetto.
Uno dei principali elementi di preoccupazione riguarda la possibilitĂ di portare l’escursione del livello del lago fino a 3,5 metri. Secondo i sostenitori della tutela ambientale, una variazione di questa entitĂ rischierebbe di compromettere gli equilibri che si sarebbero progressivamente ricostituiti negli ultimi anni.
Il riferimento del fronte contrario è soprattutto alla gestione avviata dal 2007, quando l’escursione del livello dell’Eridio è stata mantenuta intorno a un metro e 30 centimetri. Secondo gli oppositori, quella modalitĂ avrebbe contribuito al recupero delle condizioni ambientali e paesaggistiche del lago.
Irrigazione e gestione della risorsa idrica
La discussione non riguarda soltanto le caratteristiche ingegneristiche delle opere. Per le associazioni che si oppongono al progetto, il tema centrale è anche il modello con cui dovrebbe essere gestita la risorsa idrica.
Il timore espresso è che il nuovo sistema possa consentire di mettere a disposizione maggiori quantitativi d’acqua per i consorzi irrigui situati a valle, senza intervenire prima in modo significativo sull’efficienza delle reti esistenti.
In particolare, viene indicata la necessitĂ di affrontare il problema delle infrastrutture irrigue obsolete e soggette a dispersioni, considerate un elemento rilevante nel dibattito sull’utilizzo dell’acqua.
La mobilitazione non si ferma
L’avanzamento del progetto non sembra destinato a chiudere il confronto. Il fronte contrario annuncia infatti di voler proseguire la mobilitazione, sostenendo che un aumento dell’escursione del livello del lago potrebbe riportare l’Eridio a condizioni considerate problematiche.
La posizione degli oppositori è riassunta nella prospettiva di «un salto nel passato di 50 anni», espressione utilizzata per descrivere il rischio percepito rispetto agli equilibri raggiunti con l’attuale sistema di gestione.
Si delinea quindi una nuova fase della vicenda del lago d’Idro: da un lato un intervento da 97 milioni di euro che si avvicina alla gara e alla successiva realizzazione; dall’altro un fronte ambientalista intenzionato a contestarne gli effetti e a mantenere alta l’attenzione sulla tutela dell’ecosistema.
La prossima tappa sarĂ legata alla procedura per l’affidamento dei lavori. Soltanto successivamente sarĂ possibile definire tempi e modalitĂ dell’eventuale apertura del grande cantiere.
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