Dopo un importante intervento di riqualificazione e con un nuovo allestimento espositivo, il Museo del Ferro di San Bartolomeo riaprirà in forma stabile il prossimo 1° maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori, simbolicamente scelta per sottolineare il legame profondo del museo con il mondo del lavoro. La struttura, situata in via del Manestro 107, sarà visitabile ogni sabato e domenica pomeriggio, dalle 14 alle 19.
Il museo custodisce e valorizza un’antica fucina che rappresenta uno dei simboli più autentici dell’archeologia industriale locale. Al suo interno, i visitatori possono osservare in funzione un maglio, una ruota idraulica e l’impianto di partizione delle acque del torrente Bova: elementi fondamentali che raccontano lo sviluppo del sistema proto-industriale in quella parte della città. Un ambiente autentico, che conserva le caratteristiche originarie del luogo di lavoro artigiano, proiettando il pubblico nel passato produttivo della zona.
La nascita del Museo del Ferro si deve all’intuizione del monsignor Antonio Fappani, che nel 1984 acquistò, tramite la Fondazione Civiltà Bresciana, l’antica Fucina Caccagni per trasformarla in un museo-laboratorio. L’obiettivo era valorizzare il ruolo storico della ruota idraulica e creare spazi per esposizioni e attività temporanee. Questo progetto ha permesso di mantenere viva la memoria del lavoro manuale e delle tecnologie preindustriali.
Il recente rinnovo è stato reso possibile grazie a un contributo di 100mila euro stanziato dalla Loggia, utilizzato per l’adeguamento normativo degli impianti e per l’arricchimento del percorso espositivo. Il museo è oggi affidato in comodato d’uso dalla Fondazione Civiltà Bresciana alla Fondazione Musil (Museo dell’Industria e del Lavoro “Eugenio Battisti”), e rappresenta l’unica sede cittadina della rete museale, che include anche le sedi di Rodengo Saiano e Cedegolo. Come sottolineato dal direttore Renè Capovin, il museo è anche un punto di partenza ideale per esplorare la “Via del Ferro e delle Miniere” della Valle Trompia.
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