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Affrontare le minacce digitali: la sicurezza informatica diventa priorità per le PMI bresciane

Un protocollo d'intesa e dati allarmanti: Il 38% delle aziende coinvolte in crimini informatici

La crescente minaccia dei crimini informatici sta colpendo duramente le Piccole e Medie Imprese (PMI) nella provincia di Brescia, con il 38% di esse che ha già subito attacchi o frodi informatiche, secondo l’indagine condotta da Confapi. Questo allarme si traduce in numeri concreti: quattro aziende su dieci hanno già vissuto l’amara esperienza di essere nel mirino dei cybercriminali.

Il settore metalmeccanico è particolarmente vulnerabile, con il 47% delle imprese Confapi attaccate appartenenti a questa categoria. Questo dato è emerso da un’analisi dettagliata condotta su un campione di circa cento imprese, sottolineando che gli attacchi non sono limitati alla dimensione aziendale, al volume d’affari o al settore di appartenenza.

La firma di un protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici, avvenuta recentemente in Questura alla presenza del questore Eugenio Spina, dimostra l’impegno concreto nella lotta contro questa crescente minaccia. Il presidente di Confapi Brescia, Pierluigi Cordua, insieme alla dirigente del Centro Operativo per la sicurezza cibernetica per la Lombardia, Tiziana Liguori, hanno sottolineato l’importanza di proteggere i sistemi informativi e le infrastrutture tecnologiche delle aziende associate.

Le imprese intervistate hanno riferito che il furto di identità aziendale è la forma più diffusa di attacco, coinvolgendo il 31% degli intervistati. Ma non sono da sottovalutare altre minacce, come malware e ransomware, che hanno colpito due imprese su dieci nel campione analizzato. Il presidente Cordua ha condiviso un’esperienza personale in cui è stato vittima di un “man in the middle”, perdendo 40.000 euro nelle mani dei cybercriminali anziché nelle mani del destinatario onesto.

La consapevolezza della gravità della situazione è alta tra le PMI bresciane, con il 55% delle imprese che attribuisce il massimo rilievo al tema della sicurezza informatica. Questo ha portato all’adozione di misure concrete, con l’89% delle imprese che investe in soluzioni per garantire la sicurezza informativa o che sta pianificando ulteriori investimenti.

Tuttavia, il 7% delle imprese ancora non protette ha già in programma di implementare sistemi di autotutela entro il 2023. Chi non mostra interesse si giustifica con la mancanza di fiducia nei sistemi disponibili sul mercato o ritiene che tali misure siano inutili per la propria realtà aziendale. In un contesto in cui la tecnologia avanza rapidamente, è fondamentale che le PMI si adattino e investano nella sicurezza informatica per proteggere il proprio futuro digitale.

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