Consiglio provinciale: verso nuove elezioni tra dubbi e cambiamenti

Dopo mesi di attesa, il 29 settembre si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, ma la strada per arrivarci è stata tutt'altro che lineare.

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, previste per il 29 settembre, chiuderanno un lungo periodo di incertezze. Il Consiglio provinciale è scaduto il 18 dicembre scorso, ma il voto è stato posticipato per evitare sovrapposizioni con le elezioni comunali di giugno, in cui 143 comuni sono stati chiamati alle urne. Anticipare il voto provinciale avrebbe rischiato di far eleggere consiglieri provinciali che poi avrebbero potuto perdere il mandato a seguito di bocciature nei rispettivi comuni. Il sistema elettorale per il Consiglio provinciale prevede infatti che i sindaci e i consiglieri comunali siano sia elettori attivi che passivi.

Il voto di settembre è stato accompagnato da diverse incertezze, tra cui la possibilità di prorogare il Consiglio provinciale uscente fino a uniformare la scadenza con quella del presidente della Provincia, Emanuele Moraschini, in carica fino al 2027. Tuttavia, l’ipotesi è stata scartata e si procederà con le elezioni a settembre.

Altro elemento di incertezza riguarda la legge elettorale. Attualmente, si prevede di restituire l’elettorato attivo a tutti i cittadini, come avveniva prima della legge Delrio, che aveva introdotto elezioni di secondo livello, riservate a sindaci e consiglieri comunali. Il cambiamento della legge elettorale è atteso nel 2026, ma non si poteva aspettare così a lungo, rendendo necessario il rinnovo del Consiglio provinciale con le regole attuali.

La vita politica delle Province è stata caratterizzata da frequenti oscillazioni tra accordi bipartisan e duelli politici. Il presidente uscente, Moraschini, è stato eletto grazie a un accordo tra centrodestra e centrosinistra, ma in passato il Consiglio provinciale ha visto ribaltamenti nelle maggioranze, come accaduto durante il mandato del suo predecessore, Alghisi.

Anche il percorso verso il voto del 29 settembre è stato segnato da interrogativi, tra cui la possibilità di formare un listone unico tra centrodestra e centrosinistra. Alla fine, questa ipotesi è stata abbandonata, nonostante alcune pressioni all’interno del centrodestra. Le elezioni vedranno quindi in campo due liste: una di centrodestra, composta dai partiti tradizionali (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia), e una di centrosinistra, che si presenta come una prima sperimentazione di un “campo largo” a livello nazionale, includendo Pd, M5S, e forze centriste.

Si prevede che i 16 seggi del Consiglio provinciale possano essere equamente divisi tra centrodestra e centrosinistra, riflettendo l’attuale composizione politica delle 205 amministrazioni comunali della provincia.

Redazione

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