Il Codice Identificativo Nazionale (Cin) si sta imponendo come uno degli strumenti chiave per garantire la trasparenza e la regolarità nelle strutture ricettive e negli appartamenti turistici in Italia. Con l’obiettivo di combattere l’abusivismo e promuovere la legalità, il Cin è ora un requisito fondamentale per tutte le strutture turistiche registrate nel nostro Paese. Il suo rilascio, infatti, è una garanzia per i clienti e per gli operatori, che possono operare in un ambiente regolato e sicuro.
Le piattaforme di prenotazione online, come Airbnb e Booking, giocano un ruolo cruciale nell’industria turistica. Da ora, queste piattaforme richiederanno obbligatoriamente il Cin per includere le strutture negli elenchi delle offerte disponibili. Le strutture che non sono in possesso del codice, dunque, non potranno più apparire su questi siti. Questo provvedimento ha portato alla registrazione di oltre 451.000 strutture che hanno ottenuto il Cin, su un totale di 571.000 strutture registrate nel sistema nazionale.
L’Italia si distingue per un’ampia diffusione del Cin, con alcune regioni che spiccano per il numero di strutture conformi. La Toscana guida la classifica con ben 54.134 strutture in regola, seguita dalla Lombardia (48.463), Veneto (48.747), Lazio (40.244), Puglia (36.720) e Sicilia (35.411). Al contrario, alcune province registrano ancora bassi livelli di adesione, come Terni (54,33%) e Trieste (55,69%). In particolare, la provincia di Matera si distingue con una percentuale elevata di strutture conformi, pari al 94,10%, seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (93,09%).
Federalberghi sottolinea l’importanza del Cin come strumento per contrastare il sommerso e le attività illegali nel settore turistico. L’associazione invita tutti gli operatori a mettersi in regola al più presto, soprattutto ora che la legge di bilancio 2025 ha previsto l’obbligo del Cin anche nelle dichiarazioni fiscali e nei documenti delle transazioni effettuate sui portali online. Il presidente di Federalberghi, Fantini, ha dichiarato: «Invitiamo i ritardatari ad affrettarsi per mettersi in regola. Confidiamo che il periodo di rodaggio sia ispirato a principi di ragionevolezza, tutelando chi sta già avviando il processo per ottenere il Cin».
Per chi non rispetta l’obbligo di ottenere il Cin, sono previste sanzioni amministrative. Le multe variano da 800 a 8.000 euro per la mancanza del codice e da 500 a 5.000 euro per la mancata esposizione del codice negli annunci pubblicitari. Inoltre, anche gli intermediari e i portali online che non rispetteranno questa normativa saranno soggetti alle stesse sanzioni.
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