La vertenza che coinvolge l’azienda Stanadyne di Castenedolo, messa in liquidazione dal fondo americano Cerberus, potrebbe presto approdare sulla scrivania della Commissione Attività produttive della Regione Lombardia. A rischio ci sono circa cento posti di lavoro, e la situazione sta mobilitando le istituzioni a tutti i livelli, con un’attenzione bipartisan che va dalla politica locale a quella regionale e nazionale.
Il consigliere regionale Onorio Rosati, membro dell’ufficio di presidenza della Commissione Attività produttive, ha dichiarato di aver già richiesto la convocazione della commissione, affinché la Regione prenda provvedimenti per garantire la continuità lavorativa e tutelare i posti di lavoro a rischio. Con l’aiuto di altri consiglieri, Rosati spera che la Regione possa utilizzare gli strumenti a sua disposizione per incentivare un potenziale acquirente. La convocazione della commissione è prevista a breve, e tra gli invitati ci sarà anche l’azienda, dato che si tratta di una multinazionale.
La vicenda ha anche suscitato l’interesse di Confindustria Brescia, che è stata incaricata di sondare la disponibilità di eventuali acquirenti per rilevare l’attività di Castenedolo. Nonostante la ripresa della produzione avvenuta il 17 dicembre, i lavoratori stanno proseguendo con uno sciopero a rotazione per far sentire la loro voce e sensibilizzare le istituzioni. La Fiom, con il suo segretario provinciale Antonio Ghirardi, sta collaborando con Confindustria per mantenere alta l’attenzione sulla questione e trovare soluzioni a favore dei lavoratori.
Il senatore di Avs Tino Magni, insieme al consigliere Rosati, ha visitato il presidio dei lavoratori per mostrare il proprio supporto. Magni ha annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione al Ministro competente, chiedendo che il caso Stanadyne venga discusso al tavolo Automotive. Ha sottolineato la preoccupante recessione che sta attraversando l’economia tedesca, con conseguenti ripercussioni su molte imprese, incluse quelle bresciane che collaborano con aziende tedesche. Magni ha criticato la politica industriale del governo, evidenziando la mancanza di indirizzi chiari per far fronte alla crisi del settore Automotive e alla perdita di posti di lavoro.
Anche a livello locale, la mobilitazione è forte. Il sindaco di Castenedolo, Pierluigi Bianchini, ha espresso la speranza che presto arrivino risposte concrete. Bianchini ha sottolineato come l’amministrazione si sia attivata per coinvolgere tutti gli attori istituzionali nella ricerca di una soluzione, e ha indicato i primi giorni di febbraio come periodo cruciale per capire se gli sforzi finora compiuti daranno frutti.
Anche il consigliere provinciale Sergio Aurora ha manifestato la propria disponibilità a coinvolgere il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini, per creare una mozione congiunta che unisca le forze politiche per affrontare la crisi.
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