Ogni anno, nonostante gli avvisi e le raccomandazioni, numerosi bresciani si ritrovano in ospedale per intossicazioni causate da funghi, che purtroppo si rivelano pericolosi. Non solo per quelli velenosi, ma anche per funghi apparentemente commestibili che vengono raccolti, conservati o cucinati in modo improprio.
Maria Giulia Frutta, referente del gruppo Micologi di Ats Brescia, sottolinea l’importanza di raccogliere funghi freschi e giovani, privi di parassiti e senza segni di decomposizione. È fondamentale che i funghi non siano in stato di fermentazione e che non siano intrisi d’acqua. In caso di dubbi, è sempre possibile richiedere l’ispezione di un esperto micologico: a Brescia, Montichiari, Leno, Salò o Rovato è possibile fissare un appuntamento con un ispettore micologico durante tutto l’anno, anche per verificare se i funghi raccolti siano sicuri. Per la sede di Brescia, il numero da contattare è 030.3838051, e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web di Ats Brescia.
Nel 2024, tra gennaio e novembre, Ats Brescia ha registrato 14 casi di intossicazione da funghi, che hanno coinvolto 23 persone, un numero significativamente inferiore rispetto agli anni precedenti. Questo calo è probabilmente dovuto alla minore raccolta di funghi, causata dalle condizioni climatiche di luglio e agosto, con un caldo intenso e scarse piogge, che non hanno favorito la crescita dei funghi. Tuttavia, la crescita è stata concentrata nei mesi di settembre e ottobre, grazie all’alternarsi di pioggia e sole.
Nel complesso, sono stati ispezionati 132 chilogrammi di funghi, un dato in diminuzione rispetto ai 214 chili del 2023. Di questi, ben 66 chili non sono risultati idonei al consumo. Tra i funghi ispezionati, molti sono stati scartati, tra cui 15 chili di chiodini su 27 e 6 chili di porcini su 11. Inoltre, è interessante notare che delle 14 chiamate ricevute per intossicazioni, 5 sono arrivate prima della stagione di raccolta, tra gennaio e giugno.
Un episodio particolarmente grave è stato registrato il 22 ottobre a Manerbio. Due persone, dopo aver consumato un mix di funghi che includeva specie tossiche, sono finite in terapia intensiva, manifestando sintomi della sindrome falloidea, che si caratterizzano per disturbi gastrointestinali a lunga latenza. Questo caso è stato seguito da un altro incidente, sempre a ottobre, che ha coinvolto due giovani di Montichiari. In un altro caso, una bambina di tre anni è stata portata in pronto soccorso a settembre dopo aver ingerito un fungo trovato nel giardino di casa, che fortunatamente non era tossico.
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