Sara Centelleghe, svegliata nel sonno e uccisa con 67 coltellate: il suo assassino rischia l’ergastolo

Chiuse le indagini su Jashandeep Badhan: l'accusa è omicidio aggravato da crudeltà e rapina

Si fa sempre più concreta l’ipotesi dell’ergastolo per Jashandeep Badhan, il giovane di 20 anni accusato del brutale omicidio di Sara Centelleghe, la ragazza diciannovenne trovata senza vita nella sua casa, in provincia di Brescia. Le indagini coordinate dalla Procura sono ufficialmente concluse: l’accusa è omicidio volontario aggravato, con contestazioni che rendono il quadro giudiziario particolarmente grave.

Un’aggressione improvvisa e spietata

Sara dormiva nel suo letto quando, svegliata da rumori improvvisi, si è ritrovata davanti a Badhan. Il giovane era entrato di soppiatto nell’abitazione con l’obiettivo di rubare 30 grammi di marijuana, convinto di trovarli in casa. In realtà, aveva poco prima attirato all’esterno un’amica 17enne di Sara — con cui lei aveva passato la serata — proponendole uno scambio tra cocaina e cannabis. Una volta rimasto solo, ha forzato l’ingresso e si è introdotto nell’appartamento.

La violenza cieca e il tentativo di fuga

Secondo la ricostruzione investigativa, la giovane vittima avrebbe urlato per lo spavento, scatenando l’incredibile furia di Badhan. In preda a un impeto di violenza, l’avrebbe colpita con calci e pugni, per poi afferrare una forbice trovata in casa e infierire su di lei con almeno 67 fendenti. L’autopsia ha confermato la brutalità dell’attacco. Il delitto si è consumato mentre la madre di Sara era assente, e l’aggressore ha poi abbandonato l’appartamento portando via anche lo smartphone della ragazza.

Le aggravanti che pesano sul processo

Il pubblico ministero Gianpiero Golluccio ha formalizzato la chiusura delle indagini, presentando una lunga lista di aggravanti che potrebbero condurre a una condanna all’ergastolo. Oltre all’omicidio volontario, si aggiungono: crudeltà, rapina, minorata difesa e premeditazione. Badhan, messo alle strette dagli elementi raccolti dai Carabinieri, si è costituito spontaneamente poche ore dopo il delitto, e da allora si trova in carcere.

Una vicenda che ha scosso l’intera comunità bresciana, lasciando sgomenti per la violenza gratuita e improvvisa che ha tolto la vita a una giovane di appena 19 anni, nel silenzio della sua camera da letto.

Redazione

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