Desenzano è diventata, per un giorno, la capitale della protesta giovanile e dell’aggregazione spontanea. Il 10 maggio, oltre 2mila partecipanti (3mila secondo gli organizzatori) hanno sfilato in occasione della Street Parade, un corteo musicale e pacifico organizzato da Onda studentesca, Collettivo gardesano autonomo e Pirati dell’Oglio. L’evento, un vero e proprio rave itinerante lungo 4 km, ha attraversato il cuore della città per raggiungere la Spiaggia d’Oro, trasformando le vie urbane in un enorme dancefloor a cielo aperto.
Il corteo è partito dalla stazione ferroviaria e ha toccato via Masaccio, Zadei, Giotto, Michelangelo, San Zeno, Rivoltella, Motta e Zamboni, animato da due carri musicali, un terzo carro con bar e merchandising, e volontari con fascia rossa al braccio impegnati nella pulizia delle strade. Lungo il percorso anche un punto di supporto e informazione sanitaria gestito dalla cooperativa Il Calabrone.
Richieste chiare: più spazi gratuiti e meno repressione
I giovani scesi in piazza non hanno solo ballato, ma anche lanciato un messaggio politico preciso: chiedere spazi pubblici gratuiti per l’aggregazione, oggi assenti in città, e contestare le recenti normative in materia di sicurezza, in particolare il cosiddetto Decreto sicurezza. Durante la manifestazione si è discusso anche di affitti sempre più alti e difficoltà economiche diffuse, segni evidenti di un malessere sociale crescente tra le nuove generazioni.
La polemica politica
A surriscaldare il clima non è stata la manifestazione in sé, che si è svolta in modo ordinato e senza incidenti, ma la reazione politica della maggioranza di centrodestra, che in una nota congiunta ha espresso dissenso per l’autorizzazione concessa alla parata. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Idee in Comune hanno definito l’iniziativa “inopportuna in una giornata di grande affluenza turistica come il sabato”, chiedendo in futuro location più idonee per conciliare sicurezza, decoro urbano e le esigenze di commercianti e residenti.
Duro anche l’intervento dell’assessore alla Sicurezza Pietro Avanzi (FdI), che ha precisato che l’Amministrazione comunale non era a conoscenza dell’autorizzazione, competenza della Questura di Brescia, e ha annunciato un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Interni per chiarire la gestione dell’evento.
Gli organizzatori: “Abbiamo rispettato le richieste del Commissariato”
Dal canto loro, gli organizzatori hanno evidenziato di aver rivisto il percorso proprio per ridurre al minimo i disagi, evitando le aree commerciali come richiesto dalle autorità. “Il tracciato di quest’anno ha causato meno disturbo rispetto alle edizioni precedenti”, hanno sottolineato, rivendicando il diritto alla città e a forme di espressione libera e collettiva.
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