Crisi in Loggia, la giunta Castelletti traballa dopo lo strappo sulla metro?

Prolungamento della metropolitana a Concesio gestito dai vice senza consultare la sindaca: all’orizzonte un possibile rimpasto

Palazzo della Loggia

La giunta guidata dalla sindaca Castelletti è scossa da una crisi politica senza precedenti, innescata da una mossa autonoma del vicesindaco Federico Manzoni e del presidente della Provincia Fabio Rolfi, che hanno negoziato con la Regione il prolungamento della metropolitana verso Concesio, escludendo la prima cittadina e il presidente di Brescia Mobilità Emanuele Moraschini. Il progetto, annunciato pubblicamente sul Giornale di Brescia da Rolfi, ha generato imbarazzo in Broletto e tensioni in Loggia, aprendo una frattura profonda all’interno della coalizione di governo.

Una “rivolta dei vice” che scuote le fondamenta del Comune

La vicenda ha assunto i contorni di una “rivolta dei vice”, con Rolfi e Manzoni che hanno agito in tandem, portando avanti una trattativa sul prolungamento della metropolitana senza mandato politico, fuori dai tavoli ufficiali dell’amministrazione. La scelta ha scavalcato sia la sindaca Castelletti sia le linee programmatiche dell’esecutivo, visto che il progetto – pur non avversato – non era all’ordine del giorno e ha sempre rappresentato una bandiera del centrodestra, in alternativa al tram cittadino sostenuto dalla maggioranza.

Il peso politico della mossa

Fabio Rolfi, figura di spicco della Lega e già assessore regionale, ha capitalizzato l’operazione dal punto di vista mediatico, relegando Manzoni al ruolo di compagno di viaggio temporaneo e mettendo in difficoltà anche il presidente Moraschini, tenuto all’oscuro. La vicenda evidenzia un conflitto di ruoli e poteri, soprattutto in Provincia, dove Rolfi agisce da leader ombra, facendo leva sul suo doppio ruolo di presidente dell’ente e oppositore comunale. Un dualismo che aveva già alimentato tensioni nella distribuzione delle deleghe, ora divenute manifeste.

Il nodo Brescia Infrastrutture e la guerra sulla holding

Un altro fronte critico riguarda la scelta del soggetto attuatore dell’opera: Brescia Infrastrutture e non Brescia Mobilità, che ha già curato la metropolitana e il tram. Una decisione che riporta al centro lo scontro politico sul progetto della holding comunale, dove la stessa Brescia Infrastrutture potrebbe cambiare identità e ruolo. La preferenza accordata alla società di via Triumplina viene letta come un tentativo di forzatura su un dossier ancora in fase di definizione, aggravando ulteriormente le spaccature interne.

Le possibili conseguenze: rimpasto o dimissioni?

Alla luce di quanto accaduto, l’ipotesi di un rimpasto di giunta si fa sempre più concreta. La sindaca Laura Castelletti, pur mantenendo una posizione ufficialmente prudente, è descritta come furiosa per lo strappo subito. I rapporti con il vicesindaco Manzoni sarebbero ormai compromessi, e tra le ipotesi più accreditate c’è una sua possibile uscita dall’esecutivo, anche se le segreterie di Pd e Azione starebbero valutando una soluzione più “diluita” per evitare un’esplosione politica a metà mandato.

La sindaca potrebbe anche decidere di non intervenire formalmente, ma appare improbabile che gli equilibri politici tornino come prima. Il patto di governo costruito due anni fa mostra crepe sempre più evidenti, mentre in Broletto Fratelli d’Italia osserva la situazione, pronta a rivendicare il proprio spazio in un possibile ribilanciamento delle forze.

Redazione

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