Brescia, violenze in stazione e metropolitana: primi Dacur emessi dal questore

Provvedimento inedito in provincia: tre giovani colpiti dal divieto di accesso alle aree del trasporto pubblico

Stazione Centrale Brescia Treni

Per la prima volta a Brescia, il questore ha emesso provvedimenti di divieto di accesso alle aree della stazione ferroviaria e della metropolitana cittadina, nei confronti di soggetti responsabili di atti violenti avvenuti in quelle zone. Si tratta dell’applicazione concreta del nuovo strumento di prevenzione introdotto dal decreto sicurezza (D.L. 48/2025), noto come Dacur, che consente l’allontanamento coatto da specifiche aree di trasporto pubblico in caso di comportamenti pericolosi o criminali.

Il primo provvedimento ha colpito un giovane di 22 anni, protagonista di un episodio risalente ad aprile scorso all’interno dello scalo ferroviario cittadino. Il ragazzo si era trattenuto sui binari dopo l’orario di chiusura e, quando invitato ad allontanarsi dalle guardie giurate, le ha aggredite fisicamente, rendendo necessario l’intervento della polizia ferroviaria. In conseguenza dell’episodio, gli è stato vietato l’accesso alla stazione per un periodo di sei mesi.

Il secondo caso, più recente e più grave, riguarda un’aggressione avvenuta nei pressi della fermata “San Faustino” della metropolitana, dove un giovane è stato brutalmente colpito da due persone, riportando gravi lesioni. Gli aggressori sono stati arrestati in flagranza e, oltre alle conseguenze penali, hanno ricevuto un Dacur valido per un anno, con interdizione totale dalle aree della metro e della stazione ferroviaria.

Il Dacur (Divieto di accesso alle aree urbane) rappresenta uno strumento innovativo nel campo della sicurezza urbana, attribuendo al questore la facoltà di impedire l’accesso a infrastrutture strategiche di trasporto a chi si sia reso protagonista di reati contro la persona o contro il patrimonio, commessi in stazioni, aeroporti, porti o mezzi del trasporto pubblico locale.

La violazione del provvedimento comporta conseguenze penali gravi, con pene che vanno da sei mesi a un anno di arresto. L’obiettivo è chiaro: proteggere le aree sensibili da soggetti ritenuti pericolosi, rafforzando la prevenzione attraverso una misura immediata e mirata.

L’emissione dei primi Dacur a Brescia segna un passaggio importante nella gestione della sicurezza urbana e del trasporto pubblico, in un momento in cui si registra un aumento delle segnalazioni di episodi violenti nelle aree ad alta frequentazione. Le autorità bresciane hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine, vigilanza privata e sistema giudiziario per rendere efficaci le nuove disposizioni normative.

Redazione

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