Montichiari (Brescia) – Giornata di protesta indetta dall’Unione sindacale di base (Usb) all’aeroporto “Gabriele D’Annunzio” di Montichiari, dove mercoledì 25 giugno si terrà uno sciopero con presidio e conferenza stampa alle ore 11. Il sindacato ha annunciato l’iniziativa in opposizione a quanto definito un carico di missili previsto nello scalo bresciano, di norma destinato al traffico civile.
Secondo l’Usb, il transito di materiale bellico nell’aeroporto rappresenterebbe una grave violazione della vocazione civile dello scalo e un segnale allarmante sul ruolo logistico che alcune infrastrutture italiane stanno assumendo in contesti di conflitto. “I lavoratori non si sono arruolati – ha dichiarato il sindacato – non vogliamo essere complici delle politiche di riarmo. Fuori l’Italia da tutte le guerre”.
Lo sciopero e la mobilitazione sono stati proclamati per denunciare il crescente utilizzo di scali civili per fini militari, in particolare in una fase storica in cui, secondo i sindacati di base, si assiste a un preoccupante incremento della spesa bellica e al coinvolgimento indiretto dell’Italia in scenari di guerra internazionale. L’Usb ha scelto di rendere pubblica la sua opposizione con una conferenza stampa in loco, nella convinzione che la trasparenza e l’informazione pubblica siano strumenti fondamentali per fermare la militarizzazione dei territori.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni sindacali e civili contro la guerra e il riarmo, che in varie città italiane si sono già tradotte in proteste nei porti e in altri snodi logistici, dove si sospetta il transito di armi. In questo caso, la contestazione riguarda l’utilizzo di Montichiari, aeroporto classificato come civile, ma che sarebbe stato scelto per movimentare carichi di tipo militare, secondo quanto denunciato dai promotori del presidio.
Usb ribadisce il suo no alla guerra e al riarmo, richiamando l’attenzione sull’impatto etico e politico delle scelte logistiche in ambito nazionale. Lo sciopero del 25 giugno sarà anche l’occasione per rilanciare un appello al governo affinché venga garantita la neutralità delle infrastrutture civili e si ristabilisca una chiara separazione tra trasporto militare e commerciale.
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