BRESCIA – Dopo un primo rinvio per mancanza del numero legale, il Consiglio provinciale di Brescia ha approvato oggi, nel corso di una seduta straordinaria, la mozione che impegna l’Amministrazione a intitolare un immobile o uno spazio pubblico alla memoria di Sergio Ramelli. Il giovane militante del Fronte della Gioventù fu ucciso a Milano nel 1975 da un gruppo legato ad Avanguardia Operaia.
La decisione arriva al termine di un dibattito acceso, che ha riacceso il confronto politico sul significato della memoria pubblica e sulla rilettura di episodi drammatici della storia italiana degli anni Settanta. La mozione, sostenuta in particolare da Fratelli d’Italia, è stata presentata con l’obiettivo di ricordare Ramelli come vittima di violenza ideologica e simbolo della libertà di pensiero.
«È un gesto di verità e giustizia, che restituisce dignità istituzionale a una figura troppo a lungo rimossa dalla memoria pubblica», ha dichiarato Diego Zarneri, coordinatore provinciale di FdI, tra i principali promotori dell’iniziativa. Ramelli, studente diciottenne, fu aggredito sotto casa a colpi di chiave inglese e morì dopo settimane di agonia. I responsabili furono condannati in via definitiva solo anni dopo.
La precedente seduta del 30 luglio era stata sospesa per assenza del numero legale, dopo l’uscita dall’aula dei consiglieri di centrosinistra. A seguito di quel mancato voto, Fratelli d’Italia aveva annunciato una nuova convocazione straordinaria del Consiglio, che si è tenuta oggi per riportare la mozione in discussione e metterla ai voti.
Con l’approvazione del documento, la Provincia si impegna ora a individuare uno spazio pubblico da intitolare a Ramelli nel territorio bresciano, un gesto che – secondo i sostenitori della mozione – vuole unire e non dividere, portando l’attenzione sulla condanna di ogni forma di violenza politica, senza distinzione ideologica.
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