Contrastare gli effetti del turismo eccessivo e restituire spazio a chi Sirmione la abita ogni giorno. È questo il fulcro del piano strategico elaborato da Andrea Casadei, esperto incaricato dal gruppo consiliare Siamo Sirmione, che propone sette direttrici operative per affrontare in modo sistemico l’overtourism. Il documento, presentato durante una serie di incontri pubblici, punta a riequilibrare il rapporto tra domanda turistica e qualità della vita dei residenti.
Il primo intervento previsto è di natura fiscale, con l’obiettivo di incentivare i proprietari a preferire gli affitti stabili a quelli brevi. Si propone infatti di estendere la cedolare secca al 10% anche per i contratti a canone agevolato, così da contenere i costi per chi vive e lavora sul territorio e contrastare lo svuotamento del tessuto urbano.
Secondo i promotori del progetto, la carenza di alloggi accessibili sta spingendo fuori dal centro molte famiglie e lavoratori. “Perché Sirmione torni a essere un luogo abitabile serve una politica della casa concreta, moderna e inclusiva” – spiegano i consiglieri comunali Marcello Bertoldi e Andrea Volpi – “La pressione immobiliare spinta dal turismo sta riducendo drasticamente la popolazione residente. Senza persone che vivono stabilmente la città, si perde l’anima della comunità”.
Oltre agli incentivi per la residenzialità, il piano individua altre sei azioni da mettere in campo:
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Definizione della capacità di carico e sua integrazione negli strumenti urbanistici, per regolare il numero massimo sostenibile di visitatori;
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Diversificazione dell’economia locale, promuovendo cultura, artigianato e attività di ricerca, così da non dipendere unicamente dal turismo;
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Creazione di un tavolo permanente di confronto, aperto a cittadini e operatori del territorio, per decidere in modo partecipato le future politiche pubbliche;
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Gestione dei flussi in entrata, tramite interventi su accessi, parcheggi e orari, con regole più stringenti nei periodi di maggiore affluenza;
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Potenziamento delle infrastrutture e dei servizi, essenziali per garantire vivibilità anche durante l’alta stagione;
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Sperimentazione di misure innovative, anche temporanee, per testare soluzioni alternative alla congestione turistica.
L’approccio proposto è integrato e multidisciplinare, non si limita alla regolazione dei flussi ma intende ripensare il modello urbano di Sirmione. Casadei sottolinea che non si tratta più solo di “troppi turisti”, ma di un sovraccarico che coinvolge trasporti, mercato immobiliare, servizi e vivibilità generale. “È un turismo over-Sirmione – commenta – che richiede strumenti nuovi e trasversali”.
Il confronto con i cittadini è già in corso e rappresenta un elemento centrale dell’intero piano. I promotori sono convinti che solo con il coinvolgimento diretto della popolazione sarà possibile costruire una nuova visione urbana, capace di conciliare accoglienza e vivibilità.
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