Nei prossimi anni, i cittadini di Brescia potrebbero assistere a un aumento della tariffa rifiuti attorno all’1,5%, a cui si aggiungerà la quota legata alla riorganizzazione del servizio. Si tratta di una previsione ancora in via di definizione, ma già considerata la base di partenza per la Commissione comunale che ieri ha analizzato l’Mtr-3, il nuovo metodo tariffario introdotto da Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) e destinato a entrare in vigore tra il 2026 e il 2029.
L’Mtr-3 rappresenta un passaggio tecnico fondamentale, destinato a incidere direttamente sulle bollette dei bresciani. Come spiegato dall’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi, il nuovo sistema «diventerà vincolante nel 2028, ed è quindi importante comprendere fin d’ora quali saranno gli obblighi per il Comune e per i gestori del servizio».
Il meccanismo di regolazione di Arera si basa sul Piano economico-finanziario (Pef), che ogni Comune deve approvare per definire i costi effettivi del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Dal 2026 si entrerà nel terzo periodo regolatorio, caratterizzato da regole più severe: limiti alla crescita tariffaria, premi per la qualità e la raccolta differenziata, criteri più stringenti sui costi ammissibili e tariffe più accurate per gli impianti di trattamento.
A Brescia, la gestione del servizio coinvolge più soggetti: Aprica, responsabile delle operazioni e degli impianti, e il Comune, che cura le attività legate all’utenza e alla riscossione dei crediti. Ognuno dovrà predisporre la propria parte di Pef, per poi arrivare a un quadro economico complessivo. La base resta quella dell’attuale piano, circa 37 milioni di euro, a cui si applicheranno due principali variabili:
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l’adeguamento Istat, stimato attorno all’1,5% in linea con l’inflazione;
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la riorganizzazione del servizio, attualmente in fase di revisione rispetto al modello del 2015, necessaria per raggiungere gli obiettivi del Piano regionale rifiuti 2027.
Come precisato dall’assessore Marco Garza, «siamo ancora nella fase di raccolta e costruzione dei dati, quindi non disponiamo di elementi definitivi». La discussione proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di arrivare preparati all’entrata in vigore del nuovo quadro regolatorio previsto per il 2028.
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