Brescia in marcia per la pace, oltre mille persone il 1° gennaio

La “più silenziosa delle rivoluzioni”, evocata dal messaggio di papa Leone XIV, ha attraversato la città da Caionvico a Rezzato nella Giornata mondiale della pace.

Anche Brescia ha aperto il nuovo anno nel segno dell’impegno civile e spirituale. Nel pomeriggio del 1° gennaio, oltre mille persone hanno partecipato alla tradizionale marcia per la pace, un appuntamento ormai consolidato che si inserisce nel contesto della 59esima Giornata mondiale della pace. A fare da filo conduttore all’iniziativa è stato il messaggio di papa Leone XIV, che ha definito la pace come “la più silenziosa delle rivoluzioni”, un’espressione che ha accompagnato simbolicamente i passi dei partecipanti lungo tutto il percorso.

Il ritrovo è avvenuto intorno alle 14 presso l’albero di Kaki davanti alla chiesa di Caionvico, luogo scelto non a caso. L’albero, simbolo di rinascita e di speranza, richiama la possibilità di una pace che può germogliare anche dopo tragedie immani, come quella rappresentata dalla bomba atomica. Da qui si è messo in cammino il lungo corteo, composto da famiglie, giovani, associazioni e realtà del territorio, unite dalla volontà di iniziare l’anno con un gesto concreto e condiviso.

L’iniziativa è stata promossa dalla Tavola della pace Brescia est e, come da tradizione, ha visto le Acli provinciali in prima linea, affiancate da numerosi circoli, parrocchie, gruppi scout e cittadini. Una partecipazione ampia e trasversale, che ha confermato come il tema della pace continui a essere sentito e vissuto come responsabilità collettiva.

La marcia di quest’anno ha introdotto un elemento simbolico nuovo e particolarmente significativo. In apertura del corteo è stata portata la luce di Betlemme, segno di speranza e fraternità, che ha accompagnato i partecipanti fino alla tappa finale. La luce è stata poi consegnata alle suore di Rezzato, suggellando il senso spirituale e comunitario dell’iniziativa.

Come da consuetudine, lungo il percorso si è svolta una sosta al santuario della Madonna di Valverde, momento di raccoglimento e riflessione. Qui hanno portato il loro saluto anche alcune rappresentanze istituzionali, con la presenza di amministratori di diversi Comuni del territorio, tra cui Brescia, Collebeato, Mazzano, Botticino, Castenedolo e Borgosatollo. Un passaggio che ha sottolineato il valore pubblico e condiviso della marcia, capace di unire dimensione civile e spirituale.

Il cammino si è poi concluso presso il convento francescano di Rezzato, dove si sono svolte le riflessioni finali. A prendere la parola è stata Stefania Romano, presidente delle Acli provinciali, che ha offerto un intervento intenso e partecipato. Con “gratitudine e commozione”, Romano ha ricordato come camminare per la pace nel primo giorno dell’anno non sia mai un gesto rituale, ma una scelta consapevole e una presa di posizione pubblica.

Nel suo intervento ha sottolineato che la pace non è scontata, è fragile e spesso minacciata da conflitti, ingiustizie e tensioni globali. Proprio per questo, ha ribadito, va difesa, custodita e costruita ogni giorno, attraverso scelte quotidiane e un impegno costante, individuale e collettivo. La marcia non ha voluto negare le difficoltà del presente, ma affermare con forza una speranza attiva, capace di tradursi in responsabilità.

La partecipazione numerosa e composta ha restituito l’immagine di una comunità che sceglie di iniziare l’anno camminando insieme, affidando alla lentezza dei passi e al silenzio condiviso un messaggio forte e attuale. A Brescia, la Giornata mondiale della pace si è così trasformata in un gesto concreto, che ha unito parole, simboli e persone nel segno di una pace possibile, da costruire giorno dopo giorno.

Redazione

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