Torna al centro dell’attenzione il futuro dell’area ex Federal Mogul di Desenzano del Garda, uno dei più grandi comparti industriali dismessi della zona, chiuso dal 2012. Una proposta di riconversione parziale è stata depositata in Comune dai privati, ma al momento non ha ricevuto alcuna approvazione né un impegno formale da parte dell’amministrazione.
L’intervento riguarda una porzione limitata del sito, pari a circa 5mila metri quadrati su un totale di 31mila. Si tratta della parte affacciata su via Marconi, che non necessita di interventi di bonifica ambientale. Gran parte dell’area, infatti, resterà vincolata fino almeno al 2030 a operazioni di risanamento del sottosuolo, compromesso da decenni di attività industriale.
Il progetto presentato prevede la demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente all’ingresso del comparto. Nello specifico, la nuova struttura si svilupperebbe su una superficie lorda complessiva di 4.995 metri quadrati, suddivisa tra spazi commerciali e produttivi. Al piano terra troverebbero posto negozi di vicinato e magazzini, mentre al primo piano sarebbero realizzati parcheggi funzionali alle attività. Il secondo piano, infine, sarebbe destinato a una funzione produttiva ancora da definire.
Dal punto di vista normativo, l’intervento risulta conforme agli strumenti urbanistici vigenti. Le dimensioni inferiori ai 5mila metri quadrati consentono infatti di evitare l’obbligo di un piano attuativo complesso, facilitando l’iter autorizzativo. Tuttavia, proprio questa caratteristica ha acceso il dibattito politico e urbanistico.
Il nodo principale riguarda l’opportunità di procedere con una riqualificazione “a pezzi”. Secondo alcune voci in consiglio comunale, limitarsi a un intervento parziale rischierebbe di compromettere una visione complessiva e strategica dell’area, considerata la sua posizione centrale e l’elevato impatto sulla viabilità cittadina.
In particolare, è stato sottolineato come il comparto si trovi in uno snodo già fortemente congestionato dal traffico e caratterizzato dalla presenza di numerose attività commerciali. Un intervento isolato potrebbe quindi aumentare le criticità senza garantire benefici strutturali per la città, né prevedere adeguate compensazioni per la collettività.
Il tema della riqualificazione dell’ex Federal Mogul resta dunque aperto e complesso. Da un lato, la proposta rappresenta un primo passo concreto verso il recupero di un’area dismessa da oltre un decennio. Dall’altro, emerge la necessità di un progetto più ampio e coordinato, capace di integrare le esigenze urbanistiche, ambientali ed economiche del territorio.
Al momento, non sono previste tempistiche certe né l’avvio imminente di cantieri. La proposta resta al vaglio dell’amministrazione comunale, in attesa di sviluppi e di un possibile confronto più ampio sul futuro dell’intero comparto.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.