La situazione del lago d’Iseo desta crescente attenzione a pochi giorni dall’avvio della stagione irrigua. Sebbene non si possa ancora parlare di vera e propria emergenza, gli esperti invitano a mantenere alta la guardia, soprattutto alla luce delle criticità registrate negli ultimi anni in materia di siccità.
Secondo i dati più recenti, il livello del Sebino si attesta appena a 2,2 centimetri sopra lo zero idrometrico, con un riempimento pari al 23,6%. Numeri ben lontani da quelli registrati nel 2023, quando a maggio si erano raggiunti +110 centimetri, superando ogni precedente storico. Oggi il volume d’acqua disponibile è di circa 23 milioni di metri cubi, contro i 58 milioni dello scorso anno nello stesso periodo, con uno scostamento del -22% rispetto alla media del periodo 2006-2025.
A incidere in modo significativo è anche la ridotta presenza di neve sulle montagne, una risorsa fondamentale per alimentare il lago durante la stagione primaverile. Secondo le stime, mancherebbero circa 130 milioni di metri cubi d’acqua rispetto ai livelli attesi. Senza precipitazioni rilevanti nelle prossime settimane, difficilmente si assisterà a un recupero significativo. Il deficit attuale si attesta intorno al -44,8% rispetto alla media.
Il confronto con altri bacini lombardi evidenzia ulteriormente le difficoltà del lago d’Iseo. Mentre il lago di Garda presenta livelli in linea con la media stagionale e il lago Maggiore sfiora la piena capacità con un riempimento superiore al 99%, il Sebino appare nettamente più in sofferenza. Anche sul fronte delle precipitazioni emergono forti differenze: nelle aree occidentali della Lombardia si sono registrati accumuli ben più consistenti rispetto alla zona dell’Oglio, dove le piogge sono state decisamente scarse.
Un ulteriore elemento critico riguarda il bilancio idrico attuale: nel lago entrano circa 21 metri cubi d’acqua al secondo, mentre ne escono 27. Questo deflusso viene mantenuto per garantire il funzionamento degli impianti idroelettrici, ma con l’inizio della stagione irrigua, previsto a breve, le priorità potrebbero cambiare.
Le previsioni indicano piogge nella norma per i prossimi mesi, anche se distribuite in modo irregolare sul territorio regionale. Sarà determinante monitorare l’andamento tra la fine di aprile e l’inizio di maggio per comprendere se la situazione potrà migliorare o se sarà necessario intervenire con misure straordinarie.
In caso di ulteriore peggioramento, potrebbe essere attivato il piano di emergenza predisposto dalla Regione in collaborazione con i Consorzi di bonifica, con l’obiettivo di razionare l’acqua e salvaguardare le colture agricole.
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