L’emergenza idrica continua a interessare numerosi comuni della Vallecamonica e, nonostante le precipitazioni registrate negli ultimi giorni, la situazione resta delicata. Tra i territori maggiormente in difficoltà c’è Piancogno, dove da mesi sono in vigore limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile e l’amministrazione comunale è impegnata nella ricerca di soluzioni per affrontare i mesi più caldi.
Accanto a Piancogno, anche altri centri della valle stanno adottando provvedimenti per contenere i consumi. L’ultimo in ordine di tempo è Bienno, che ha emanato un’ordinanza con cui vieta l’impiego dell’acqua dell’acquedotto per attività non essenziali. Tra queste rientrano l’irrigazione di orti, prati e giardini, il lavaggio di automobili, motocicli, cortili e tutte quelle operazioni che comportano un elevato consumo di acqua.
Piancogno, che già il 21 marzo scorso era stato il primo Comune della zona ad adottare un’ordinanza contro lo spreco dell’acqua, continua a convivere con una situazione di forte criticità. Da allora l’acqua dell’acquedotto può essere utilizzata soltanto per uso alimentare e per l’igiene personale, mentre ogni altro impiego è vietato.
Nel frattempo il Comune, insieme a Siv, la società che gestisce il servizio idrico in Vallecamonica, sta effettuando un’approfondita ricognizione della rete acquedottistica. L’attività punta a individuare eventuali dispersioni e a verificare le portate disponibili, così da pianificare gli interventi più urgenti e migliorare l’efficienza del sistema.
Se nelle prossime settimane le precipitazioni non dovessero garantire un apporto costante e le temperature elevate dovessero continuare, la gestione delle risorse idriche potrebbe diventare ancora più complessa fino al termine della stagione estiva.
Anche i dati sullo stato delle riserve invitano alla prudenza. Pur essendo la situazione meno critica rispetto al 2022, ricordato come l’anno della grave siccità, le rilevazioni indicano che le disponibilità idriche risultano ancora inferiori di circa il 35% rispetto alla media del periodo.
Oltre a Piancogno e Bienno, analoghe ordinanze sono state adottate anche da Berzo Inferiore, Piancamuno, Breno, Capo di Ponte e Ponte di Legno, segno di un fenomeno che coinvolge ormai un’ampia parte della Vallecamonica e che richiede attenzione sia da parte delle istituzioni sia dei cittadini.
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