Un maestro di scacchi di 40 anni, residente nel Bresciano, è stato sottoposto a fermo dai carabinieri della compagnia di Desenzano nell’ambito di un’indagine per presunti episodi di violenza sessuale e corruzione di minori. I fatti contestati sarebbero avvenuti durante un camp organizzato nella zona della piana del Gaver, in provincia di Brescia.
Secondo quanto emerso dalle denunce raccolte dagli investigatori, il presunto responsabile avrebbe invitato tre ragazzi, di età compresa tra i 10 e gli 11 anni, all’interno di una stanza di una struttura alberghiera durante il primo giorno del camp. L’incontro, nato nell’ambito di un’attività legata agli scacchi, avrebbe però avuto un diverso sviluppo rispetto alle aspettative dei giovani partecipanti e delle loro famiglie.
Le accuse riguarderebbero presunti palpeggiamenti subiti dai tre minori, che sarebbero avvenuti singolarmente mentre gli altri ragazzi si trovavano presenti nella stanza. Proprio la presenza degli altri giovani durante gli episodi contestati avrebbe portato gli inquirenti a ipotizzare anche il reato di corruzione di minori.
A far partire l’attività investigativa sarebbero state le segnalazioni dei ragazzi ai propri genitori. I familiari avrebbero raccolto i racconti delle presunte vittime, consentendo così l’intervento delle forze dell’ordine e l’avvio degli accertamenti da parte della Procura di Brescia.
La scuola bresciana dove sarebbe avvenuto il primo contatto tra l’insegnante e i giovani risulterebbe estranea ai fatti, così come la struttura ricettiva che ha ospitato il camp. L’iniziativa nella piana del Gaver sarebbe infatti stata organizzata privatamente e non nell’ambito dell’attività scolastica.
Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare ogni elemento utile alla definizione del quadro accusatorio. Considerata la giovane età dei presunti coinvolti, saranno mantenuti riservati molti aspetti della vicenda nel rispetto delle persone interessate.
Sul fronte giudiziario emergono anche precedenti a carico del 40enne: secondo quanto riportato, l’uomo sarebbe già stato condannato in passato per fatti specifici e sarebbe stato coinvolto in un’altra inchiesta. Circostanze che saranno valutate dagli inquirenti nell’ambito del nuovo procedimento.
La vicenda ha suscitato particolare attenzione per il contesto in cui si sarebbe verificata, un’attività nata come momento educativo e ricreativo legato agli scacchi e trasformata, secondo le accuse, in un’esperienza traumatica per i giovani coinvolti.
Le indagini dei carabinieri e della Procura di Brescia proseguono per accertare la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità dell’indagato.
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