Legambiente ha scelto la sede della Fraglia Vela di Peschiera del Garda per lanciare un appello concreto alla gestione sostenibile del turismo sul lago di Garda. Durante il secondo appuntamento della tappa veneta della campagna nazionale Goletta dei Laghi, l’associazione ambientalista ha illustrato un piano in dieci punti per affrontare l’eccessivo afflusso turistico, fenomeno che sta trasformando radicalmente il delicato equilibrio del territorio gardesano.
Il turismo sul lago, in costante crescita, rischia di superare i limiti sostenibili, secondo i rappresentanti regionali di Legambiente: Luigi Lazzaro (Veneto), Barbara Meggetto (Lombardia) e Andrea Pugliese (Trento). I tre hanno sottolineato come l’impatto di 18 milioni di presenze estive su una popolazione di appena 190mila residenti stia compromettendo vivibilità, infrastrutture e ambiente.
I dati Istat rielaborati da Legambiente mostrano un incremento del 49% delle presenze nei paesi veronesi del Garda tra il 2009 e il 2024. In particolare, Lazise ha registrato un +65%, Peschiera del Garda un +59%, e l’intera area dei 23 comuni rivieraschi un aumento del 27% solo nell’ultimo decennio. Un trend che solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine.
“Non siamo contro lo sviluppo economico,” ha chiarito Federico Dal Prete, del direttivo Legambiente Lombardia, “ma dobbiamo considerare che viviamo in un sistema chiuso. La crescita infinita non è compatibile con i limiti ambientali. Se continuiamo a promuovere un turismo di massa incontrollato, finiremo per distruggere ciò che attira i visitatori: la natura stessa del Garda.”
Il cuore della proposta è un decalogo di misure concrete per un turismo più responsabile:
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Accessibilità integrata e intermodale per ridurre l’uso dell’auto privata;
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Regolamentazione degli affitti brevi, incentivando la residenzialità;
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Definizione della capacità di carico turistica per evitare il sovraffollamento;
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Tassa di soggiorno vincolata al miglioramento dei servizi pubblici locali;
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Certificazioni ambientali per destinazioni e operatori turistici;
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Tavoli di ascolto permanenti per monitorare l’impatto del turismo;
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Diversificazione dell’offerta turistica per evitare la concentrazione stagionale;
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Revisione delle strategie promozionali per un turismo più consapevole;
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Disincentivazione dell’escursionismo organizzato di massa;
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Creazione di un vademecum per i visitatori, con regole e comportamenti responsabili.
L’incontro ha visto anche la partecipazione di Davide Fumaneri, direttore del Garda Green Club, che ha sottolineato come sia possibile coniugare attrattività turistica e sostenibilità, a patto di ridefinire i parametri di sviluppo.
“Viviamo in un’epoca segnata dai cambiamenti climatici – ha concluso Lazzaro – e ciò impone un cambio di passo nel modo in cui pensiamo il turismo. Non si tratta di limitare, ma di armonizzare.”
Il decalogo, già in distribuzione agli enti locali e alle categorie economiche, vuole essere un punto di partenza per un confronto serio e operativo tra territori, amministrazioni e imprese del turismo, nella convinzione che la tutela dell’ambiente sia oggi una leva imprescindibile per la qualità della vita e la competitività dei territori.
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