Nuovo stop per il processo a carico di Roberto Zorzi, imputato come uno degli esecutori materiali della strage di piazza Loggia, l’attentato del 28 maggio 1974 che costò la vita a otto persone e ne ferì oltre cento. L’udienza, già rinviata lo scorso 11 settembre, è stata nuovamente aggiornata al 30 ottobre, segnando così il secondo rinvio consecutivo in poco più di tre mesi.
Il procedimento si era fermato per la prima volta dopo l’udienza del 3 luglio, quando la Corte d’assise aveva fissato un aggiornamento a settembre. Tuttavia, in quella data il presidente Roberto Spanò non aveva potuto presenziare per problemi di salute, avendo nel frattempo depositato un’istanza di astensione non solo dal processo sulla strage ma anche da altri quattro procedimenti in cui era stato designato dopo il suo passaggio alla giustizia civile.
L’astensione era stata rigettata dal presidente del Tribunale di Brescia, Stefano Scati, mentre il Consiglio superiore della magistratura (Csm) aveva archiviato la pratica di incompatibilità relativa alla presenza della moglie di Spanò, Roberta Panico, nella Direzione distrettuale antimafia di Brescia. L’archiviazione era arrivata dopo una seduta particolarmente accesa, nella quale si era chiarito che i due magistrati non si erano mai trovati a lavorare sullo stesso fascicolo penale nei 17 anni trascorsi nello stesso distretto.
L’ennesimo rinvio deciso ieri è dovuto a sovrapposizioni di calendario: in questa settimana, infatti, il presidente Spanò è impegnato in due processi d’assise prioritari, uno per l’omicidio di Nerina Fontana, uccisa dal figlio Ruben Andreoli a Sirmione, e l’altro a carico di un osteopata accusato di violenze sessuali su giovani pazienti. Il numero di procedimenti pendenti, unito al possibile trasferimento a Milano del magistrato, ha imposto un ulteriore slittamento del dibattimento sul caso Loggia.
Il processo a Zorzi, che si annuncia ancora lungo e complesso, ha già visto l’audizione di testimoni chiave per l’accusa, ma molti altri devono ancora essere ascoltati, compresi quelli della difesa. La sentenza, dunque, non è attesa in tempi brevi.
Il verdetto nei confronti di Zorzi e dell’altro imputato principale seguirà quello emesso nei confronti di Marco Toffaloni, all’epoca dei fatti appena 16enne, giudicato separatamente dal Tribunale dei minori di Brescia. Toffaloni, oggi residente in Svizzera, è stato condannato a 30 anni di reclusione, ma il suo difensore, avvocato Marco Gallina, ha presentato ricorso in appello chiedendo l’assoluzione.
A oltre cinquant’anni dall’attentato, la vicenda giudiziaria della strage di piazza Loggia continua a essere segnata da tempi lunghi e grande complessità, riflesso di un percorso processuale che, come ricordano i magistrati, mira a una ricostruzione completa e approfondita dei fatti per arrivare finalmente alla verità storica e giudiziaria.
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