Brescia, medici di base in via d’estinzione: pochi e ostacolati dalla burocrazia

l numero di medici di base continua a calare a Brescia, con carenze e burocrazia che rallentano il loro lavoro

La Fimmg lancia l’allarme, sottolineando come il settore stia attraversando una fase critica. Nonostante i miglioramenti nelle retribuzioni, restano aperte importanti questioni riguardo le carenze numeriche e i pesanti ostacoli burocratici.


Il 2026 segna l’inizio di una nuova fase per i medici di medicina generale, con l’entrata in vigore del nuovo Accordo collettivo nazionale (Acn) 2022-24, sottoscritto lo scorso novembre. Questo accordo è stato accolto con entusiasmo dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) per il suo contributo economico, ma resta lontano dal soddisfare tutte le esigenze del settore. Il rinnovo contrattuale porta un incremento salariale di circa il 6%, ma il vero problema rimane il calo continuo del numero dei medici, che non riesce a soddisfare le crescenti esigenze della popolazione.

Una professione sempre più rara e preziosa

Nel Bresciano, il numero dei medici di base continua a ridursi. Attualmente, nella zona di Ats Brescia e Ats Montagna (che comprende la Valcamonica), si stima che circa 800 medici siano attivi, ma il numero non è sufficiente per coprire le crescenti carenze. Come spiegato da Angelo Rossi, referente provinciale della Fimmg, le nuove leve non riescono a colmare il vuoto lasciato dai professionisti che vanno in pensione. La situazione è critica e le previsioni non sono rosee.

Le difficoltà burocratiche

A complicare ulteriormente la situazione è la burocrazia. Le procedure amministrative e le piattaforme informatiche complesse sottraggono tempo prezioso ai medici, che dovrebbero concentrarsi sulla cura dei pazienti. Come ha sottolineato Floriana Bandera, rappresentante di Fimmg in Valcamonica, non è solo una questione di stipendi: ciò che serve davvero è una semplificazione delle procedure burocratiche che quotidianamente rallentano il lavoro. Inoltre, la figura del ruolo unico – che unisce la guardia medica e il medico di famiglia – non è stata ben accolta, e il modello non risponde alle reali esigenze dei medici già in servizio.

I cambiamenti introdotti e le sfide future

L’accordo del 2026 introduce miglioramenti, ma sono necessarie ulteriori modifiche. Una delle principali preoccupazioni riguarda la definizione delle attività richieste per i medici di base nelle case di comunità. Le stime sulla presenza dei medici nella regione sono ancora imprecise, e questo alimenta il dibattito sulle modalità di applicazione della legge. Inoltre, la proposta di dipendenza per i medici di base, dibattuta un anno fa, sembra ormai superata, poiché la maggior parte dei professionisti non ha interesse a trasformarsi in dipendenti pubblici.

Prospettive e attese

Il prossimo Accordo collettivo nazionale (per il triennio 2025-2027) rappresenta un’opportunità per migliorare le condizioni di lavoro dei medici di base. Le aspettative sono alte, ma è necessario che le regioni stabiliscano le linee guida definitive, inclusa la gestione delle risorse e l’alleggerimento burocratico, per garantire che i medici possano concentrarsi sulla salute dei pazienti anziché essere intrappolati da lunghe procedure amministrative.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Lumezzane, accordo tra Comune e Aler per installare e monitorare telecamere nelle case popolari. Coinvolta...
Da ieri sono iniziati i brillamenti per proseguire lo scavo del raccordo autostradale della Valtrompia...
Oggi, sabato 7 novembre, una prova interforze coinvolgerà elicotteri e squadre di soccorso terrestri sul...

Altre notizie