Omicidio di capodanno: 19enne condannato a 14 anni per l’uccisione

Sentenza per il delitto di Provaglio d’Iseo, pena ridotta con rito abbreviato

Tribunale di Brescia

È arrivata la sentenza per l’omicidio avvenuto durante la notte di Capodanno a Provaglio d’Iseo, dove un uomo di 42 anni ha perso la vita dopo essere stato colpito con una coltellata. Il giudice ha condannato Matias Pascual, 19enne italo-argentino, a 14 anni di carcere, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

La decisione del tribunale si è collocata al di sotto della richiesta avanzata dall’accusa, che aveva sollecitato una condanna a 16 anni. La pena inflitta rappresenta il minimo previsto dalla legge in presenza del rito abbreviato, che consente una riduzione della condanna in caso di rinuncia al dibattimento.

Il fatto risale alla notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, all’interno della sede del centro diurno per anziani del paese, dove era in corso una festa. Secondo quanto ricostruito, la vittima, Roberto Comelli, aveva tentato di accedere alla struttura, venendo inizialmente allontanato.

Tuttavia, alcune ore dopo, l’uomo si sarebbe ripresentato. È in questo contesto che si sarebbe verificato il confronto con il giovane imputato. Durante l’episodio, Pascual ha colpito Comelli con un’arma da taglio, provocandogli una ferita mortale al cuore.

Dopo essere stato ferito, il 42enne avrebbe percorso circa un centinaio di metri prima di accasciarsi. Il decesso è avvenuto poco dopo a causa della gravità della lesione riportata.

Nel corso delle indagini e nelle ore successive all’arresto, il 19enne aveva fornito la propria versione dei fatti, sostenendo di aver agito in un contesto di paura. Il giovane aveva dichiarato di essersi sentito minacciato dal comportamento della vittima, affermando di non avere l’intenzione di uccidere.

La difesa aveva infatti chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione, elementi che avrebbero potuto incidere sulla valutazione complessiva della responsabilità. Il giudice, pur pronunciando una condanna, ha evidentemente tenuto conto del quadro processuale e delle modalità del rito scelto.

La sentenza chiude il primo grado del procedimento, definendo le responsabilità penali per un episodio che ha profondamente colpito la comunità locale. Resta ora la possibilità di eventuali sviluppi nelle fasi successive dell’iter giudiziario.

Redazione

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