Più di 10mila fulmini, piogge intense fino a 50 millimetri, grandinate di grosse dimensioni e raffiche di vento fino a 60 chilometri orari. È il quadro tracciato da Arpa Lombardia dopo il forte maltempo che lunedì 11 maggio ha interessato gran parte della regione.
Secondo il report elaborato dalla direzione tecnica Monitoraggi e Prevenzione del Rischio Naturale dell’Agenzia regionale, i fenomeni temporaleschi hanno colpito in modo particolare le aree prealpine e la pianura lombarda, provocando danni e forti disagi in diverse province.
All’origine dell’ondata di maltempo ci sarebbe un centro di bassa pressione sull’Europa centro-settentrionale, associato all’arrivo di aria fredda di origine artica. Il contrasto tra masse d’aria differenti ha favorito la formazione di temporali intensi e localmente violenti su buona parte del territorio regionale.
Le precipitazioni più abbondanti sono state registrate nelle province di Como, Lecco, Sondrio e Bergamo, dove gli accumuli di pioggia hanno raggiunto i 40-50 millimetri.
Pur non trattandosi di valori considerati eccezionali per la Lombardia, Arpa evidenzia come la particolarità dell’evento sia stata soprattutto l’elevata attività elettrica e la presenza diffusa di grandine.
Il Bresciano è stato tra le aree maggiormente colpite dalle grandinate, in particolare nelle zone collinari, dove sono caduti chicchi di dimensioni medio-grandi che hanno provocato danni ad auto, coltivazioni e strutture.
Per quanto riguarda i fulmini, gli esperti sottolineano che negli ultimi cinque anni fenomeni simili erano stati registrati soltanto nel maggio 2024, quando in due giornate erano stati rilevati oltre 12mila fulmini.
Oltre ai temporali, il passaggio della perturbazione ha generato forti raffiche di vento. Le velocità più elevate, comprese tra 50 e 60 chilometri orari, sono state registrate tra le province di Bergamo, Brescia e Mantova.
Le condizioni meteo resteranno instabili anche nei prossimi giorni. Una nuova perturbazione è infatti attesa sulla Lombardia con piogge e temporali diffusi già da giovedì, soprattutto sulla pianura orientale dove i fenomeni potrebbero risultare nuovamente intensi nel pomeriggio.
Previsto anche il ritorno della neve sulle Alpi oltre i 1500-1800 metri di quota. Secondo le previsioni, l’instabilità proseguirà tra venerdì e la prima parte di sabato, mentre un miglioramento generale del tempo dovrebbe arrivare nella giornata di domenica.
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