Brescia tra le città più sostenibili d’Italia, ma resta il problema dell’aria

Il rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente colloca Brescia al 15° posto su 106 capoluoghi. La città si distingue nella classifica nazionale, mentre l'inquinamento atmosferico rimane una delle principali criticità ambientali

Brescia città

Il rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente colloca Brescia al 15° posto tra i 106 capoluoghi italiani analizzati per sostenibilità ambientale, confermandola tra le città meglio posizionate nella graduatoria nazionale. I risultati, pubblicati nell’ambito della 33ª edizione dell’indagine, valutano le prestazioni dei centri urbani attraverso 20 indicatori relativi ad aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Nonostante il buon piazzamento complessivo, per Brescia resta aperta la questione della qualità dell’aria, giudicata ancora scarsa, una criticità che continua a incidere sulle condizioni ambientali del territorio.

Brescia al 15° posto nella classifica Ecosistema Urbano 2026

Il posizionamento di Brescia emerge da una graduatoria che prende in considerazione diversi aspetti della sostenibilità urbana, combinando indicatori ambientali e caratteristiche dei servizi presenti nei capoluoghi.

L’indagine di Legambiente non si limita a misurare il livello di inquinamento, ma considera anche le politiche di gestione delle risorse, le infrastrutture per gli spostamenti e gli elementi che contribuiscono alla qualità della vita nelle città.

Il risultato ottenuto da Brescia la inserisce nella parte alta della classifica nazionale, davanti a numerosi altri capoluoghi italiani.

Il 15° posto assume particolare rilievo anche nel confronto con le altre città lombarde, alcune delle quali presentano risultati sensibilmente differenti.

La graduatoria evidenzia infatti una distribuzione non uniforme delle prestazioni ambientali all’interno della stessa regione, con centri urbani ai vertici nazionali e altri collocati nella seconda metà della classifica.

Mantova prima in Italia, bene anche Cremona e Bergamo

La Lombardia occupa diverse posizioni di rilievo nel rapporto Ecosistema Urbano 2026, a partire dal risultato di Mantova, che conquista il primo posto assoluto.

Il capoluogo virgiliano raggiunge l’81,29% del punteggio massimo teorico previsto dagli indicatori, collocandosi davanti a tutte le altre città esaminate.

Si tratta di un risultato che si inserisce in un percorso di continuità: Mantova era seconda nella precedente edizione, settima due anni prima e nuovamente seconda nel rapporto del 2023.

Tra gli elementi che contribuiscono alla sua posizione figurano le prestazioni nella gestione della mobilità urbana.

Mantova risulta infatti seconda a livello nazionale per le misure di limitazione del traffico motorizzato privato e terza per lo sviluppo delle infrastrutture ciclabili.

Anche altre città lombarde ottengono risultati importanti.

Cremona si colloca al quarto posto nazionale, mentre Bergamo raggiunge la sesta posizione, confermando una presenza significativa dei capoluoghi regionali nelle prime dieci posizioni.

Brescia segue al quindicesimo posto, precedendo numerose città italiane e mantenendo una collocazione favorevole nel quadro generale della sostenibilità urbana.

Qualità dell’aria a Brescia, una criticità ancora aperta

Il dato più problematico che emerge per Brescia riguarda l’inquinamento atmosferico, nonostante il risultato complessivo positivo nella graduatoria di Legambiente.

La qualità dell’aria viene infatti descritta come scarsa, segnalando una situazione ambientale che richiede attenzione anche in una città collocata tra le prime quindici a livello nazionale.

L’indicatore atmosferico costituisce una componente importante della valutazione della sostenibilità urbana, poiché riguarda direttamente le condizioni ambientali nelle quali vivono i cittadini.

La presenza di criticità nella qualità dell’aria dimostra inoltre che un buon posizionamento generale non corrisponde necessariamente a risultati soddisfacenti in ogni settore esaminato.

Il sistema di valutazione di Ecosistema Urbano combina infatti parametri differenti, permettendo a una città di ottenere un risultato complessivo elevato anche in presenza di singole prestazioni meno favorevoli.

Per Brescia, quindi, il 15° posto nazionale convive con una situazione atmosferica ancora problematica, che rappresenta uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’indagine.

Acqua, rifiuti ed energia tra i parametri della sostenibilità

La classifica elaborata da Legambiente prende in considerazione 20 indicatori ambientali, suddivisi in sei grandi aree di analisi.

Oltre alla qualità dell’aria, il rapporto valuta la gestione dell’acqua, un elemento fondamentale per comprendere l’efficienza delle infrastrutture urbane e l’utilizzo delle risorse disponibili.

Un’altra componente riguarda i rifiuti, attraverso parametri che contribuiscono a descrivere il funzionamento dei sistemi di gestione urbana.

La mobilità rappresenta un ulteriore ambito di valutazione, con attenzione alle condizioni degli spostamenti nelle città e alle alternative all’utilizzo dei mezzi privati.

Nell’analisi rientra anche l’ambiente urbano, che comprende aspetti legati alla vivibilità degli spazi cittadini, mentre la componente energetica permette di considerare un altro settore rilevante per le prestazioni ambientali dei capoluoghi.

La combinazione di questi elementi determina il risultato finale della graduatoria.

Il rapporto consente quindi di osservare la sostenibilità attraverso un insieme di fattori, anziché affidarsi a un singolo parametro.

Milano al 50° posto, Monza scende al 74°

Il confronto tra i capoluoghi lombardi mette in evidenza differenze significative.

Accanto alle posizioni di vertice occupate da Mantova, Cremona e Bergamo, altre città della regione si collocano in fasce meno favorevoli.

Milano raggiunge il 50° posto nazionale, una posizione distante da quella dei capoluoghi lombardi meglio classificati.

Ancora più arretrata risulta Monza, al 74° posto su 106 città, mentre anche Lecco, Como e Sondrio figurano tra i centri che incontrano maggiori difficoltà nella valutazione complessiva.

Risultati più favorevoli vengono invece segnalati per Pavia, Lodi e Varese, che si inseriscono nel gruppo delle città lombarde con prestazioni ambientali relativamente positive.

Il quadro regionale presenta dunque differenze marcate, con risultati che cambiano sensibilmente da un capoluogo all’altro.

La posizione di Brescia assume particolare significato in questo contesto, collocandola davanti a Milano e Monza e alle spalle dei tre centri lombardi presenti nelle prime sei posizioni nazionali.

La graduatoria nazionale tra città virtuose e capoluoghi in difficoltà

L’edizione 2026 di Ecosistema Urbano prende in esame complessivamente 106 capoluoghi italiani, offrendo una fotografia delle diverse condizioni ambientali presenti sul territorio nazionale.

La classifica mette in evidenza una forte distanza tra i centri urbani che ottengono i risultati migliori e quelli che registrano maggiori difficoltà.

Tra le città collocate nelle ultime posizioni figurano Alessandria, Crotone, Caserta, Catania, Palermo, Reggio Calabria e Napoli.

Le differenze riguardano l’insieme degli indicatori utilizzati, che comprendono tanto le condizioni ambientali quanto la gestione dei servizi e delle infrastrutture.

Il primato di Mantova e i piazzamenti di Cremona, Bergamo e Brescia confermano la presenza di diverse città lombarde nella parte alta della graduatoria.

Allo stesso tempo, le posizioni più arretrate di altri capoluoghi della regione mostrano come le prestazioni ambientali non siano omogenee neppure all’interno dello stesso territorio.

Per Brescia, il rapporto 2026 restituisce un 15° posto nazionale, accompagnato però da una valutazione negativa sulla qualità dell’aria, che rimane uno degli indicatori più delicati nell’analisi delle condizioni ambientali cittadine.

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