Il gambero rosso della Louisiana si sta diffondendo con particolare intensità in alcune aree del lago di Garda, dove la sua presenza desta preoccupazione per gli equilibri degli ecosistemi acquatici. A lanciare l’allarme è il Wwf Bergamo Brescia, che ha osservato una concentrazione significativa di esemplari soprattutto tra Manerba del Garda e San Felice del Benaco, nei bassi fondali e in prossimità delle foci dei ruscelli.
La specie, scientificamente identificata come Procambarus clarkii, non rappresenta una novità per il territorio gardesano, dove è presente da diversi decenni. Il problema riguarda però la sua diffusione, particolarmente evidente durante il periodo autunnale, quando le condizioni ambientali e le esigenze riproduttive favoriscono una maggiore attività degli animali.
Secondo l’associazione ambientalista, il gambero rosso della Louisiana può provocare danni agli ecosistemi persino più gravi di quelli attribuiti al pesce siluro, perché incide direttamente sulla riproduzione dei pesci e sulla sopravvivenza di altre specie acquatiche. Per questo il Wwf sta portando avanti attività di monitoraggio nelle zone umide del Garda, con l’obiettivo di documentare l’espansione dell’animale e sostenere le iniziative di contenimento.
Perché il gambero invasivo preoccupa gli ambientalisti
Originario del continente americano, il gambero rosso della Louisiana è considerato una specie aliena invasiva. La sua capacità di adattarsi a differenti ambienti acquatici e di alimentarsi con risorse diverse gli permette di colonizzare rapidamente nuovi territori.
Il Wwf descrive una situazione particolarmente evidente nei bassi fondali, dove la presenza di numerosi esemplari rischia di compromettere gli habitat utilizzati dai pesci per la riproduzione. Gli animali si contendono i rifugi, mentre le femmine con le uova presidiano le tane. In condizioni favorevoli, gruppi di gamberi possono inoltre spostarsi fuori dall’acqua e raggiungere fossi, stagni e aree temporaneamente allagate.
Questa capacità di movimento aumenta le possibilità di insediamento in ambienti diversi dal luogo di origine. Una volta stabilita la presenza, la specie può alimentarsi di numerosi organismi e modificare gli equilibri biologici delle zone colonizzate.
L’attenzione del Wwf si concentra soprattutto sulle conseguenze per la fauna locale. Uova e avannotti possono diventare prede del gambero invasivo, con possibili ripercussioni sul successo riproduttivo delle specie ittiche autoctone.
«Più dannoso del pesce siluro»
Nel richiamare l’attenzione sul fenomeno, il Wwf propone un confronto con il pesce siluro, predatore già noto per l’impatto che può avere sulle popolazioni ittiche. Secondo l’associazione, tuttavia, il gambero della Louisiana rappresenta una minaccia differente e potenzialmente ancora più estesa.
Il pesce siluro tende a predare pesci di dimensioni maggiori, mentre il gambero può intervenire nelle fasi iniziali del ciclo vitale delle specie acquatiche, consumando uova e piccoli pesci. Questo comportamento può rendere più difficile il ricambio generazionale delle popolazioni locali e ostacolare la crescita delle specie autoctone.
A preoccupare gli ambientalisti è anche la possibilità che il crostaceo contribuisca alla diffusione di patologie. Tra queste figura la peste del gambero, una malattia particolarmente pericolosa per il gambero autoctono, Austropotamobius pallipes, specie delicata già interessata da un forte declino.
La combinazione tra predazione, competizione per gli habitat e rischio sanitario rende quindi complessa la gestione della specie invasiva. La sua presenza non riguarda soltanto una singola area del lago, ma può interessare anche ambienti collegati, come corsi d’acqua minori, fossi e zone umide.
Monitoraggio tra Manerba e San Felice
Le osservazioni del Wwf Bergamo Brescia si sono concentrate in particolare lungo il tratto di costa compreso tra Manerba e San Felice. In queste aree, secondo l’associazione, gli esemplari sono particolarmente numerosi sia nei fondali poco profondi sia nei pressi delle foci dei ruscelli.
Il monitoraggio viene portato avanti con continuità per documentare l’espansione del gambero rosso e fornire informazioni utili alle iniziative di contrasto. La raccolta di osservazioni sul territorio permette infatti di individuare le zone maggiormente interessate e di segnalare nuove presenze agli organismi competenti.
La gestione delle specie invasive richiede attenzione anche da parte di chi frequenta gli ambienti acquatici per attività ricreative o sportive. Piccole precauzioni possono contribuire a limitare la diffusione involontaria di organismi da un corso d’acqua all’altro.
Le regole per limitare la diffusione
Il gambero rosso della Louisiana è classificato come specie esotica invasiva di rilevanza unionale. Per questa ragione, la normativa vieta attività come l’allevamento, il trasporto e il rilascio nell’ambiente.
Il Wwf invita cittadini e frequentatori delle zone umide a seguire alcune indicazioni pratiche per evitare di favorire ulteriormente la sua espansione:
- Non catturare e trasferire gli esemplari in altri ambienti acquatici e non rilasciarli in natura.
- Pulire e asciugare accuratamente attrezzature, calzature e stivali utilizzati in prossimità dell’acqua prima di spostarsi verso un altro corso d’acqua.
- Segnalare eventuali nuove presenze agli enti competenti, così da contribuire al monitoraggio del fenomeno.
- Evitare comportamenti che possano trasportare involontariamente animali o materiale biologico da un ambiente all’altro.
L’obiettivo è ridurre le occasioni di diffusione e favorire una risposta tempestiva nelle aree in cui la specie viene individuata.
Per il Garda, il fenomeno rappresenta una sfida ambientale che richiede osservazione costante e collaborazione tra enti, associazioni e cittadini. La tutela delle specie autoctone passa anche dalla prevenzione della diffusione del gambero rosso della Louisiana, la cui presenza può compromettere gli equilibri delle zone umide e la riproduzione della fauna acquatica.
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