Tescoma di Cazzago San Martino, via libera alla riapertura parziale

Tescoma di Cazzago San Martino, il sindaco autorizza la riapertura di 6.500 metri quadrati dopo l’incendio. Restano sotto sequestro 3.500 metri quadrati

La Tescoma di Cazzago San Martino si prepara a ripartire dopo il violento incendio che ha interessato il tetto del capannone adibito a magazzino. Con un’ordinanza firmata l’11 ottobre 2026, il sindaco Fabrizio Scuri ha autorizzato la riapertura della porzione di edificio non coinvolta dalle fiamme, consentendo all’azienda di riprendere le attività in una parte della struttura.

Il provvedimento riguarda una superficie complessiva di 6.500 metri quadrati, giudicata idonea alla ripresa del lavoro dopo le verifiche tecniche e ambientali. Per la società, che impiega oltre 50 dipendenti, si tratta di un primo passo verso il ritorno alla normalità, seppure in una situazione ancora condizionata dalle conseguenze del rogo e dagli accertamenti in corso.

Resta invece esclusa dalla riapertura la parte del capannone direttamente danneggiata dall’incendio, che continuerà a essere inaccessibile.

Le verifiche di Vigili del fuoco e Arpa

L’autorizzazione alla ripresa parziale dell’attività è arrivata dopo una serie di controlli sulle condizioni della struttura e sulla possibilità di utilizzare in sicurezza gli spazi rimasti integri.

I Vigili del fuoco e Arpa hanno confermato la possibilità di riaprire la porzione del capannone non interessata dall’incendio. A supporto della decisione è stata acquisita anche una relazione tecnica firmata da un ingegnere strutturista, incaricato di valutare le condizioni della parte di edificio rimasta indenne.

Gli accertamenti hanno quindi permesso di distinguere le aree utilizzabili da quelle che necessitano ancora di ulteriori verifiche. Sulla base degli elementi raccolti, il sindaco ha potuto disporre la riapertura limitatamente agli spazi per i quali è stata confermata l’idoneità.

La decisione non riguarda l’intero complesso aziendale, ma soltanto la porzione che ha superato i controlli. Il resto della struttura rimane sottoposto alle restrizioni previste dopo l’incendio.

Sotto sequestro 3.500 metri quadrati danneggiati

La parte del magazzino colpita dalle fiamme occupa una superficie di circa 3.500 metri quadrati. Quest’area è ancora sotto sequestro e non potrà essere utilizzata fino a quando non saranno completati gli accertamenti disposti nell’ambito dell’indagine.

La zona resterà transennata e interdetta all’accesso per impedire l’ingresso nelle aree interessate dal rogo durante lo svolgimento delle verifiche. La conclusione delle indagini da parte dell’autorità giudiziaria rappresenta quindi un passaggio necessario per definire i successivi interventi sulla porzione danneggiata.

Al momento, il provvedimento comunale consente esclusivamente la ripresa dell’attività nella parte di edificio ritenuta idonea. Non è stata autorizzata la riapertura dell’intero capannone, né viene meno il vincolo che interessa gli spazi colpiti dall’incendio.

La separazione tra le aree accessibili e quelle sottoposte a sequestro permette così di consentire il ritorno al lavoro dove le condizioni sono state verificate, mantenendo al tempo stesso le limitazioni nella zona interessata dai danni.

Un primo passo per l’azienda e i lavoratori

L’incendio aveva coinvolto il tetto del capannone utilizzato come magazzino, imponendo l’interruzione delle attività negli spazi interessati e l’avvio delle verifiche necessarie a valutare le condizioni dell’edificio.

La riapertura parziale rappresenta un passaggio significativo per la Tescoma, che potrà tornare a utilizzare una parte dei locali senza dover attendere la conclusione di tutti gli accertamenti sull’intera struttura. I 6.500 metri quadrati autorizzati consentiranno all’azienda di riprendere l’attività negli spazi rimasti indenni, mentre proseguiranno le procedure relative alla zona danneggiata.

Per i lavoratori, oltre 50 secondo le informazioni disponibili, il provvedimento costituisce un primo segnale di ripartenza dopo l’emergenza. La ripresa, tuttavia, sarà necessariamente limitata alla porzione autorizzata dall’ordinanza comunale.

Rimangono da chiarire gli aspetti legati alla parte del capannone sotto sequestro, per la quale saranno determinanti gli esiti delle indagini e le eventuali successive valutazioni tecniche. Solo dopo il completamento delle procedure previste sarà possibile definire i passaggi successivi per l’area colpita dal rogo.

La situazione dopo l’ordinanza

Il quadro aggiornato all’11 ottobre distingue dunque due aree: da una parte, la porzione di 6.500 metri quadrati che può riaprire dopo i controlli; dall’altra, i 3.500 metri quadrati danneggiati dall’incendio, ancora sotto sequestro e inaccessibili.

L’ordinanza firmata dal sindaco Fabrizio Scuri consente di riattivare almeno una parte della struttura, sulla base delle verifiche dei Vigili del fuoco, di Arpa e della relazione dell’ingegnere strutturista. Per la parte danneggiata, invece, restano in vigore le misure di interdizione fino alla conclusione degli accertamenti giudiziari.

La riapertura parziale permette così alla Tescoma di avviare una prima fase di ripresa, senza anticipare i tempi necessari per stabilire quando e a quali condizioni potrà essere nuovamente utilizzata anche la zona colpita dalle fiamme.

Redazione

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